la città che (non) ci piace

Malamovida, troppi esposti prima «stretta» del Comune di Taranto

FABIO VENERE

Stop agli alcolici e chiusura anticipata in alcuni quartieri della città. Occhio in particolare a viale Jonio, viale Virgilio, via Ancona, Viale Trentino, via Umbria e via Lago D’Arvo.

Stretta sulla movida, se così la si può definire, a Taranto. Nei giorni scorsi, infatti, il primo cittadino del capoluogo ionico, Piero Bitetti, ha firmato un’ordinanza sindacale per «ristabilire l’ordine pubblico, la sicurezza e la salute pubblica», così come si riporta dal provvedimento amministrativo adottato, in alcune aree della città, e in maniera particolare nel quadrilatero compreso tra viale Jonio, viale Virgilio, via Ancona, Viale Trentino, via Umbria, a cui si aggiunge, nell’ordinanza sindacale in questione, anche via Lago D’Arvo.

Il provvedimento, che entrerà in vigore in alcuni specifici fine settimana (29-30 novembre, 5-6-7 dicembre, 12-13-14 dicembre 2025), è una risposta diretta da parte del Comune di Taranto ai numerosi esposti presentati da residenti, esercenti e professionisti, i quali hanno denunciato gravi disagi dovuti «a fenomeni di aggregazione notturna, disturbo della quiete pubblica, consumo di alcolici in strada e conseguente degrado ambientale», così come sottolinea il provvedimento definito dalla direzione Sviluppo economico del Municipio, ma firmato da Bitetti.

Dal canto suo, l’Amministrazione comunale, riconoscendo che nei week end in prossimità dei pubblici esercizi e dei distributori automatici h24 si verificano, in effetti, assembramenti incontrollati nelle ore notturne, ha quindi agito in questa direzione per contrastare comportamenti contrari al cosiddetto quieto vivere civile, quali ad esempio l’abbandono di bottiglie e rifiuti, che peraltro compromettono ulteriormente il decoro urbano e la stessa vivibilità.

Il sindaco Bitetti, nella sua ordinanza, ha evidenziato come gli affollamenti notturni siano spesso caratterizzati da episodi legati all’abuso di alcol, che portano a perdita dell’autocontrollo, alterazioni comportamentali e abbassamento delle capacità reattive, creando contesti di potenziale pericolo per la sicurezza urbana e la circolazione, in contrasto evidente con le regole a tutela della tranquillità delle persone. Per questo motivo, il Comune di Taranto intende garantire una serena e civile convivenza tra i residenti che vorrebbero semplicemente poter dormire durante la notte e i frequentatori di locali e di distributori automatici di bevande. Il tutto, almeno nelle intenzioni, tutelando la tranquillità sociale, la qualità della vita e della salute, e cercando di mitigare l’inquinamento acustico e il disturbo alla quiete pubblica derivanti dalla cosiddetta movida. Del resto, il potere del sindaco di adottare provvedimenti contingibili e urgenti è esercitato in questo caso per affrontare una situazione che l’ordinamento ha riconosciuto come legittima, anche alla luce di una sentenza della Corte costituzionale del 2014, che ha confermato la legittimità dell’intervento comunale per comprovate esigenze di tutela dell’ordine, della sicurezza e della salute dei cittadini.

In particolare, l’ordinanza stabilisce misure restrittive precise per le attività commerciali situate nelle zone interessate, che includono in maniera specifica le seguenti aree: viale Trentino nel tratto tra via Ancona e via Campania; via Umbria tra viale Campania e viale Virgilio; viale Virgilio tra viale Magna Grecia e via Umbria; viale Jonio tra viale Magna Grecia e via Ancona; via Ancona tra viale Jonio e viale Trentino, e in via Lago D’Arvo (su entrambi i lati).

In queste aree, il Comune di Taranto, dunque, impone a tutti gli esercizi di vendita al dettaglio e ai distributori automatici h24 il divieto di somministrare bevande alcoliche e superalcoliche dalle ore 00:00 alle ore 06:00. Parallelamente, tutte le tipologie di esercizi pubblici e attività artigianali di asporto dovranno rispettare il divieto di vendita e somministrazione, per asporto, di bevande alcoliche, sempre nella fascia oraria che va da mezzanotte alle sei del mattino.

La limitazione più impattante riguarda gli orari di chiusura: i pubblici esercizi, gli esercizi commerciali e quelli artigianali, situati all’interno delle zone indicate, dovranno cessare la propria attività entro l’una di notte (01:00) dei giorni a cavallo tra venerdì e sabato e tra sabato e domenica, e non potranno riprendere prima delle ore 6:00 del giorno successivo. È concesso dal Comune un termine massimo di trenta minuti dopo l’orario di chiusura, ma esclusivamente per sistemare gli arredi esterni e svolgere le attività di pulizia interna, escludendo categoricamente qualsiasi somministrazione o vendita di bevande.

I titolari delle attività sono, inoltre, obbligati a vigilare affinché i frequentatori non abbiano comportamenti contrari alle norme igieniche e di tutela dell’ambiente, osservando le disposizioni a tutela dei minori ed esponendo l’ordinanza in modo ben visibile ai clienti. Le sanzioni previste, infine, vanno da 25 a 500 euro.

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