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In Puglia e Basilicata

Ambiente

Taranto, Peacelink lancia l'allarme: «Dati Arpa attestano un aumento di benzoapirene»

Analisi Arpa Puglia

La replica di Acciaierie d'Italia: «Nessun andamento anomalo rispetto a un limite che è su base annuale». Intanto domenica si manifesta con «Stop al sacrificio di Taranto»

19 Maggio 2022

Redazione online

TARANTO - «Arpa Puglia ha registrato valori in peggioramento per il benzo(a)pirene che indicano una inversione di tendenza, purtroppo negativa, nelle concentrazioni di questo cancerogeno nel quartiere Tamburi di Taranto. Tali dati in peggioramento potrebbero essere alla base della decisione della Procura di Taranto di non concedere il dissequestro degli impianti dell’area a caldo dell’ex Ilva».

Lo sostiene il presidente di Peacelink Alessandro Marescotti, in rappresentanza del Comitato cittadini per la salute e l’ambiente a Taranto, che aveva chiesto dati recenti all’Arpa per verificare «se le dichiarazioni ottimistiche di Acciaierie d’Italia - afferma l’ambientalista - (e di Confindustria Taranto) fossero corroborate da dati in miglioramento per gli inquinanti cancerogeni. Ma così non è».

A dicembre del 2021, dichiara Marescotti citando i dati Arpa, «il benzo(a)pirene ha toccato 1,56 ng/m3 (nanogrammi a metro cubo) nella scuola Deledda del quartiere Tamburi di Taranto. In via Machiavelli la concentrazione ha toccato 1,68 ng/m3.  Nel mese di gennaio 2022 i valori sono stati 1,74 ng/m3 alla Deledda e 1,06 in via Machiavelli. Sono valori doppi o tripli rispetto alle centraline poste più distanti dall’Ilva ossia quelle di Talsano e di via Alto Adige».

Perché, si chiede Marescotti, «oggi la situazione peggiora nonostante le prescrizioni ambientali sugli impianti Ilva vengano dichiarate attuate al 90%? Qualcosa ci sfugge o non quadra. Perché Taranto sta facendo marcia indietro? Le preoccupazioni che ci spingono a manifestare domenica 22 maggio nell’evento "Stop al sacrificio di Taranto" diventano sempre più fondate». 

LA REPLICA

Così non è per Acciaierie d'Italia che fa sapere come i dati a oggi in suo possesso, messi a disposizione da Arpa Puglia, «non evidenziano andamenti anomali per il parametro benzo(a)pirene presso le centraline della rete di qualità dell’aria della città di Taranto, rispetto al limite vigente che come noto è su base annuale».

La società conferma che «le quattro batterie oggi in marcia sono totalmente adeguate alle prescrizioni del Piano Ambientale vigente e che l’esercizio delle stesse sta avvenendo nel pieno rispetto dei limiti emissivi di legge. Con i dati sinora resi disponibili ad Acciaierie d’Italia da Arpa Puglia - continua la nota -  è possibile verificare che le concentrazioni medie annue sono inferiori al valore obiettivo fissato dalla norma, pari a 1 ng/m3. In dettaglio, la concentrazione media annua 2021 risulta pari a 0,21 ng/m3 per la postazione di via Machiavelli (che Arpa assume come riferimento dell’intera area industriale di Taranto e quindi non solo del contributo del siderurgico, ma anche di altri impianti industriali) e pari a 0,32 ng/m3 per la postazione Deledda».

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