Curiosità dal set
Dal tribunale alla fiction, ecco come Alessandro Gassmann ha «imparato» il mestiere dell'avvocato Guerrieri
Il legale (vero) Federico Straziota gli ha suggerito voce, postura e terminologia: «Si dice "Presidente", non "Vostro Onore"»
Ricordarsi di dire sempre «Presidente», non «vostro onore», anche se quest’ultima espressione fa più «legal drama». «Opposizione», non «obiezione», anche se John Grisham storcerebbe il naso… Quando Alessandro Gassmann ha indossato la toga interpretando l’avvocato Guido Guerrieri, i professionisti dello studio legale Polis hanno dato preziosi suggerimenti per consentirgli di interpretare al meglio il ruolo. «Una bellissima esperienza», racconta l’avvocato (vero) Federico Straziota che, da spettatore per questo «interessato», ha visto su Rai Uno le prime quattro delle otto puntate della fiction «Avvocato Guerrieri». «Il nostro è stato un compito non difficile - spiega Straziota - considerando la sceneggiatura di assoluto livello, anche sotto il profilo tecnico, scritta dall’ex magistrato Gianrico Carofiglio». Due le richieste del regista Gianluca Tavarelli per centrare l’obiettivo (riuscito) di adattare un processo ai tempi di una fiction, rendendo credibili al grande pubblico le scene di un’udienza. «In primo luogo abbiamo aiutato gli scenografi a riprodurre in modo più verosimile possibile l’arredo delle aule, dello studio dell’avvocato, dell’ufficio del pubblico ministero. Si parlava del caso Paulicelli? Sul tavolo non poteva mancare il fascicolo, con tutti gli atti e tanto di intestazione a nome dell’imputato. E poi abbiamo aiutato gli attori nell’uso della terminologia giuridica, nell’alzarsi e sedersi nei tempi giusti. Fermo restando i necessari adattamenti ai tempi e alle esigenze televisive, abbiamo dato un contributo per rendere il tutto il più vicino possibile alla realtà».
l'avvocato Federico Straziota
Ed è proprio osservando il «dietro le quinte” che si appezza di più la bravura degli attori. «Gassmann non era mai entrato in un’aula di giustizia… sul set, la sua prima richiesta è stata: “Come si indossa la toga?”… Lui è stato bravissimo davvero. Ha capito subito tempi, movenze, gestualità, calandosi benissimo nel ruolo. Anche l’attrice Lea Gavino, nei panni della praticante dell’avvocato Guerrieri, ha trasmesso sul piccolo schermo le emozioni della giovane professionista alle prese con la sua prima discussione, dalla meticolosità nel preparare il processo, all’ansia da prestazione. Le conosco bene quelle sensazioni…». Dalla lettura del dispositivo, alla deposizione del testimone, numerosi i suggerimenti per rafforzare il messaggio trasmesso dai personaggi. «C’è un grandissimo lavoro dietro ogni scena, ripetuta anche 30 volte. Sono tantissime le professionalità di cui non abbiamo contezza quando guardiamo la fiction in tv. Gassmann, poi, è un “divo non divo”. Umile, molto professionale, disponibile con tutto lo staff, simpaticissimo». E siccome c’è sempre da imparare… Straziota ha rubato qualcosa sul set… «Noi e gli attori lavoriamo con le parole, cercando di attirare l’attenzione su ciò che stiamo dicendo in quel momento. Durante le riprese ho capito che a volte in udienza siamo un po’ buffi nell’atteggiarci. C’è sempre da migliorare proprio sull’uso delle parole e della gestualità». Un aneddoto in particolare? «Un giorno, durante le riprese, avevo un’udienza in corte d’appello. Gassmann, prima, è stato talmente bravo e convincente sul set, che alla fine, ovviamente scherzando, gli abbiamo chiesto: “Ti andrebbe di affiancarci in udienza?”». Un attestato di stima niente male per l’avvocato Guerrieri: tra colleghi, non sempre è così…