L'intervista

Il passo di «Chicchignola» a Rutigliano con Massimo Venturiello, per ridere della vita e delle sue fragilità

Bianca Chiriatti

Lo spettacolo il 16 gennaio al Teatro Metamorfosi. L'attore e regista alla Gazzetta: «Petrolini maestro di ironia: la capacità di non prendersi sul serio ci consente di avanzare, non essere mai fermi. Intelligenza è morbidezza, non essere inchiodati in un dogma»

Entra nel vivo la stagione del Teatro Metamorfosi di Rutigliano con la direzione artistica di Giusy Marrone, che il 16 gennaio (ore 21) propone Chicchignola di Ettore Petrolini, firmato da Officina Teatrale, con protagonista Massimo Venturiello (che cura anche la regia), affiancato da Elena Berera, Maria Letizia Gorga, Franco Mannella e Claudia Portale. Un omaggio al maestro del teatro comico e del varietà italiano, con toni irresistibilmente ironici alternati a momenti di profonda umanità. Del resto Chicchignola è un piccolo anti-eroe: tenero e goffo, esilarante e malinconico, simbolo dell’uomo comune che affronta le difficoltà della vita con l’arma della comicità.

Venturiello, che significato ha portare in scena un simbolo di Roma come Petrolini?
«Parliamo di uno dei personaggi più contemporanei e attuali dal punto di vista teatrale: è stato pioniere, molti imitatori hanno basato la loro carriera su di lui, anticipavaconcetti di Brecht e del teatro epico pur essendo uomo del popolo senza grande formazione culturale, proveniva da una famiglia di artigiani. Aveva la capacità di affrontare i personaggi in maniera trasversale, tra musica e drammaturgia. E poi non si può considerare solo simbolo romano, il suo spessore va ben oltre».

Per lei invece qual è l’approccio quando si avvicina a un ruolo simile?
«In linea di massima sono le parole a suggerirti quel che devi fare, o gli attori con cui reciti. Petrolini è un “diverso”, come tale i suoi personaggi hanno grande ironia, sarcasmo, e quasi senza accorgertene finisci per ricalcare movenze e atteggiamenti derivanti dagli stati d’animo che suggerisce. Il ruolo dell’attore in fondo è quello di entrare nelle parole, il resto nasce dall’indole. Eduardo De Filippo diceva “Ho assorbito avidamente la vita di tanta gente”».

L’arma di Chicchignola è l’ironia...
«E dove si va senza? La capacità di non prendersi sul serio ci consente di avanzare, non essere mai fermi, anche se non appartiene a tutti. Io dirigo la sezione Teatro dell’Officina Pasolini, lavoriamo molto con i giovani su questo piano, intelligenza è anche morbidezza, non essere inchiodati in un dogma».

Il Teatro di Rutigliano si chiama Metamorfosi: qual è stata la più grande metamorfosi di Massimo Venturiello?
«Le metamorfosi quando capitano sono sempre rispetto a qualcuno o a qualcosa, reciproche. La mia è stata senza dubbio l’incontro con mia moglie (la cantante Tosca, ndr.)».

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