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«Squid Game», reality show ispirato alla serie fenomeno delle sfide da milioni di dollari

marina sanna

Squid Game, serie diventata un fenomeno globale, non solo per incassi e spettatori (oltre 130 milioni), faceva il suo debutto su Netflix nel 2021

Nel 2021 faceva il suo debutto su Netflix Squid Game, serie diventata un fenomeno globale, non solo per incassi e spettatori (oltre 130 milioni). La storia, che Hwang Dong-hyuk teneva nel cassetto dal 2008, partiva da una denuncia sociopolitica: la differenza di classe, soprattutto il dislivello tra ricchi e poveri, nella società coreana. Il plot (geniale) prevedeva oltre 400 concorrenti, selezionati perché indigenti o in gravi difficoltà economiche, che venivano narcotizzati e poi portati in luogo segreto da uomini coperti dalla testa ai piedi. La missione: superare giochi apparentemente per bambini con un montepremi pazzesco, 45,6 miliardi di won (33 milioni di euro). I partecipanti potevano ambire a questa cifra enorme, a patto di superare tutti i livelli, pena la morte. Chi non riusciva a correre entro il tempo previsto o a tirare la fune con la forza necessaria veniva ucciso a sangue freddo.

Il successo di Squid Game ha portato alla realizzazione di una seconda stagione, che arriverà sempre su Netflix, e alla creazione di uno show, in streaming sulla stessa piattaforma, dal 22 novembre. Composto da dieci episodi, Squid Game: La sfida mescola giochi e interviste, cercando di ricreare la suspense della serie. Anche qui ci sono 456 persone che devono superare le prove, in palio però ci sono ben 4,56 milioni di dollari. Si parte con un, due, tre, stella, come nel primo episodio di Squid Game, però diversamente dall’originale, essendo un reality, nessuno muore veramente. Eppure, il pathos c’è, le alleanze tra i giocatori sono ancora più importanti, con il loro background e motivazioni, e il format funziona.

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