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I mondi paralleli inquietanti e dannati di «Archive 8»
«I fantasmi sono tra noi, non sanno dove andare» dice la sorellina di Dan in un flashback o in una delle realtà alternativa di Archive 81 di Rebecca Sonnenshine, prodotto tra gli altri da James Was (regista di Saw).
Una delle chiavi per risolvere questo rompicapo affascinante in cui l’archivista Dan Turner, appassionato di cinema, viene assunto da un ricco imprenditore per restaurare delle videocassette.
Fin dall’inizio è tutto un po’ inquietante, i nastri da recuperare sono collegati a un incendio famoso, avvenuto nel 1994. New York è tetra e sibillina e il compenso esagerato.
Anche le clausole del contratto sono allarmanti: dovrà lavorare in un posto sperduto, lontano dalla città, senza avere contatti con nessuno. Ma Dan accetta, scopriremo dopo il motivo. E con perizia ossessiva salva buona parte del materiale da cui ricostruisce la vita di Melody Pendras, autrice dei filmini, che indagava sugli inquilini del palazzo, sparita dalla circolazione.
Mentre il passato torna alla luce, insieme a una storia maledetta in cui c’entrano riti occulti e il padre scomparso da anni, Dan vede Melody in sogno. O almeno è quello che pensa la prima volta. Poi i confini della realtà diventano più sfumati e circolari, le connessioni frequenti e pericolose.
Thriller paranormale che non molla mai lo spettatore, con una buona regia (Rebecca Thomas, Haifa Al Mansour al timone di qualche episodio) e ottimi attori (Mamoudou Athie e Dina Shihabi). Rimane un dubbio finale che speravamo di risolvere nella prossima stagione.
Ma qualche giorno fa Netflix ha deciso che ci terremo la curiosità perché non darà seguito alle vicende di Dan, nonostante i fan di tutto il mondo.