Punti di vista
Anche gli adulti hanno bisogno e voglia di giocare
Puzzle, giochi da tavolo, costruzioni, carte collezionabili. Non è nostalgia dell’infanzia né una moda passeggera: è uno dei segnali più interessanti di come sta cambiando la vita adulta
Gli adulti tornano a giocare. Puzzle, giochi da tavolo, costruzioni, carte collezionabili. Non è nostalgia dell’infanzia né una moda passeggera: è uno dei segnali più interessanti di come sta cambiando la vita adulta nelle società contemporanee.
Secondo il Radar SWG della settimana 2-8 marzo 2026, circa due adulti su tre dichiarano di dedicarsi a qualche forma di gioco, e per molti il gioco rappresenta soprattutto un modo per evadere dalla pressione quotidiana (SWG, Radar marzo 2026). Non si tratta di un fenomeno marginale: il 42% degli intervistati pratica giochi da tavolo, il 25% puzzle, mentre il 19% si dedica a carte collezionabili o attività simili.
Non è nemmeno un fenomeno isolato. Negli ultimi anni il mercato dei giochi da tavolo è cresciuto rapidamente e oggi gli adulti rappresentano la quota principale dei giocatori. Alcune analisi indicano che fino all’85% dei giocatori appartiene ormai a fasce d’età adulte, segno di un cambiamento culturale significativo (Icon Era, Board Game Statistics, 2025).
Il dato potrebbe far sorridere, se non raccontasse qualcosa di più profondo sul tempo in cui viviamo. Negli ultimi trent’anni la vita adulta è diventata più veloce e più competitiva: il lavoro invade gli spazi privati, la connessione digitale riduce le pause, il tempo libero si frammenta. Anche la dimensione domestica è cambiata: ritmi familiari compressi e relazioni spesso mediate da uno schermo. In questo contesto il gioco torna a occupare uno spazio inatteso.
La ricerca scientifica lo conferma. Le attività ludiche negli adulti contribuiscono alla riduzione dello stress e al benessere psicologico. Studi recenti indicano che la dimensione ludica può funzionare come una vera strategia di coping, aiutando le persone a gestire pressione e incertezza (Nature Humanities and SSC, 2024). Il gioco favorisce inoltre creatività, flessibilità cognitiva e relazioni sociali, dimensioni sempre più preziose in una società che tende a comprimere il tempo della spontaneità (Martin, Lifestyle Medicine, 2026).
C’è poi un aspetto culturale interessante. Molti dei giochi che tornano nelle case degli adulti sono analogici: tavoli intorno a cui sedersi, tessere da combinare, pezzi da costruire. Attività lente. È quasi un paradosso: proprio nell’epoca della massima accelerazione tecnologica cresce il desiderio di esperienze semplici e condivise.
A questo si aggiunge un dettaglio sociologico meno evidente. In molti paesi occidentali il calo delle nascite sta riducendo il pubblico infantile tradizionale dell’industria del gioco. Sempre più aziende hanno quindi iniziato a rivolgersi agli adulti, contribuendo a trasformare il gioco in un’attività sociale diffusa anche oltre l’infanzia (Analisi sul mercato globale del gioco, Le Monde, 2025).
Il fenomeno dei cosiddetti kidult non racconta quindi una regressione, ma piuttosto il tentativo di ritrovare equilibrio. Se il lavoro invade ogni momento e la connessione digitale non conosce pause, il gioco diventa uno dei pochi territori dove recuperare tempo, concentrazione e relazioni.
C’è poi un’altra dimensione spesso dimenticata. Giocare non è solo un bisogno degli adulti, ma anche uno dei modi più semplici per costruire relazioni con i bambini. La ricerca mostra che il gioco condiviso tra genitori e figli rafforza lo sviluppo cognitivo ed emotivo e migliora la qualità della relazione familiare (AAP, The Power of Play, 2018).
In un tempo in cui anche l’infanzia è sempre più attraversata da schermi e agende piene, sedersi a terra, costruire qualcosa insieme o aprire un gioco da tavolo può diventare un gesto sorprendentemente rivoluzionario.
In fondo, il ritorno del gioco tra gli adulti dice qualcosa di molto serio: anche nelle società più avanzate resta un bisogno fondamentale di leggerezza, creatività e relazione. In un mondo che chiede continuamente velocità e risultati, ogni tanto ricordarsi di giocare può essere una forma sorprendentemente adulta di equilibrio.