Il caso

«Chiese soldi a un imprenditore per insabbiare un'indagine», ex finanziere condannato dalla Corte dei conti

Redazione inchieste

L'ex luogotenente Cipolla coinvolto anche nel «complotto della droga» organizzato da due avvocati. I giudici contabili: pagherà 10mila euro per danno all'immagine

Fu arrestato in flagranza nel 2018 per aver chiesto ad un imprenditore 37mila euro (ottenendo un acconto di 2 mila) allo scopo di addomesticare gli accertamenti in corso nei suoi confronti, e nel 2019 venne condannato a un anno e 8 mesi per induzione indebita. Ora Enzo Cipolla, 57 anni, di Maglie, l’ex luogotenente della Finanza coinvolto anche nel «complotto degli avvocati», dovrà risarcire il danno di immagine provocato allo Stato da quella vicenda: la Corte dei conti lo ha condannato a pagare 10mila euro.

I giudici contabili (presidente Daddabbo, relatore Grasso) hanno accolto la richiesta del sostituto procuratore generale Fernando Gallone, che aveva quantificato il danno di immagine in 37mila euro. L’ex graduato fu arrestato dai suoi stessi colleghi dopo che la vittima aveva denunciato la richiesta illecita: le banconote (fotocopiate) gli vennero consegnate in un incontro a San Giorgio, e poi gli furono trovate in macchina.

Il comportamento di Cipolla, è scritto in sentenza, «ha indubbiamente indotto a far credere che l’esito di controlli ed accertamenti posti in essere dai militari operanti fosse facilmente influenzabile e condizionabile». Cipolla non si è costituito nel procedimento.

La scorsa estate è diventata definitiva anche una seconda condanna a un anno e quattro mesi per tentata corruzione in atti giudiziari. Cipolla avrebbe chiesto denaro all’imprenditore di Gioia del Colle per insabbiare l’indagine a suo carico nata dopo che nella sua auto fu trovata cocaina durante un controllo stradale: le indagini della Procura hanno accertato che i 26 grammi di droga furono nascosti lì da qualcuno a seguito di un complotto, per il quale è stato condannato a due anni e 8 mesi l’avvocato barese Gaetano Filograno ed è ancora a processo il suo collega (consigliere comunale) Nicola Loprieno.

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