Sanità
Direttori generali delle Asl, la linea verde di Decaro: gli «over 65» fuori dalla lista degli idonei alla nomina
Non tutti gli uscenti verranno riconfermati: verso la rotazione. Possibile l’inserimento di qualche esordiente, forse pescato tra i direttori amministrativi
Circa 50 idonei a fronte di 115 domande: è da questa rosa che il presidente Antonio Decaro dovrà scegliere i direttori generali delle sette aziende sanitarie e ospedaliere pugliesi i cui vertici sono commissariati o in proroga.
Dopo i colloqui che si sono conclusi il 2 aprile, la commissione guidata da Ettore Attolini (ex assessore alla Salute e dirigente dell’agenzia Aress) ha consegnato gli atti al gabinetto del governatore. A fronte di 114 domande, al colloquio hanno partecipato poco meno di 90 candidati. La commissione (ne fanno parte anche Francesco Enrichens dell’Agenas e Andrea Piccioli di Iss) ha escluso tutti i candidati che hanno compiuto 65 anni, in quanto - in base a una interpretazione delle norme - non idonei alla nomina, per quanto l’iscrizione all’albo nazionale sia consentita fino a 68 anni.
Dall’elenco degli idonei la Regione deve scegliere i nuovi direttori delle Asl Taranto e Bat, dei Riuniti di Foggia e dei due Irccs baresi, che fino al 30 aprile sono affidati a commissari, ma anche i nuovi direttori della Asl Foggia e di quello della Asl Lecce (scaduti a marzo e in proroga), e poi (a settembre) il direttore generale della Asl Brindisi. Tutti gli uscenti (attuali commissari) sono stati dichiarati idonei, insieme a diversi direttori amministrativi in carica o appena scaduti (ad esempio Gianluca Capochiani del Policlinico di Bari, Michelangelo Armenise della Asl Foggia, Yanko Tedeschi della Asl Lecce, Loredana Carulli della Asl Brindisi). Una decina i candidati provenienti da fuori regione.
Le nomine dovrebbero arrivare entro aprile. A febbraio la giunta ha disposto la proroga degli incarichi commissariali fino alla individuazione dei nuovi direttori, ma l’idea sembrerebbe essere di lasciare ai commissari uscenti il compito di approvare i bilanci 2025 (entro il 30 aprile) così da non ritardare le procedure relative all’individuazione delle fonti di copertura del disavanzo. In parallelo sono in corso anche le procedure per la nomina del nuovo direttore generale dell’Aress, l’agenzia sanitaria regionale, che non è una Asl ma ha compiti di studio e consulenza nei confronti del dipartimento Salute: la commissione (presieduta dall’ex direttore Mario Morlacco) deve valutare i candidati, ed è possibile che le scelte avvengano in parallelo.
La lotteria dei nomi è partita anche se dall’entourage di Decaro spiegano che il fascicolo degli idonei è direttamente nelle mani del governatore, impegnato in questi giorni al Vinitaly. A Verona insieme a lui c’è anche l’assessore alla Salute, Donato Pentassuglia, che nella scorsa legislatura era all’Agricoltura: difficilmente però i due avranno tempo di parlare delle nomine. Il presidente della Regione intende valutare tutto in prima persona, ben sapendo dell’importanza rivestita dalla sanità nelle sue scelte di inizio legislatura ma senza ignorare che la designazione dei direttori generali ha valenza politica e dunque sarà oggetto di richieste da parte delle forze di maggioranza. L’ipotesi prevalente è che si vada verso un rinnovo totale, nel senso che nessuno degli uscenti verrà riconfermato nella sede attuale: qualcuno verrà spostato, qualcuno verrà avvicendato. Di certo (per il motivo detto prima) servirà un nome nuovo alla Asl di Taranto, dove l’uscente Gregorio Colacicco ha superato i limiti di età. È possibile che venga recuperato Tommaso Stallone, ex dg dell’Irccs di Castellana dove ha già completato due mandati. Ed è probabile che i nomi nuovi vengano dalla rosa dei direttori amministrativi in carica, generalmente considerati un serbatoio di competenze.