la sfida del sistema idrico
Aqp tra sicurezza e sostenibilità: illustrati i 13 progetti cofinanziati dall’Europa
Dalla digitalizzazione delle reti al potenziamento delle infrastrutture idriche, passando per il rafforzamento del sistema di depurazione e l’innovazione tecnologica per il trattamento fanghi
Dalla digitalizzazione delle reti al potenziamento delle infrastrutture idriche, passando per il rafforzamento del sistema di depurazione e l’innovazione tecnologica per il trattamento fanghi. Sono tredici i progetti sostenuti dell’Europa attraverso le risorse del Pr Puglia Fesr+Fse+2021-27 Asse II e classificati come Operazioni di importanza strategica (Ois). Investimenti che pensano per 430 milioni - con una quota garantita dalla tariffa del servizio idrico - a fronte di un cofinanziamento di 227. A curarne la realizzazione Acquedotto Pugliese (Aqp) con il coordinamento dell’Autorità idrica pugliese (Aip) e della Regione.
E proprio nella sede di Aqp si è celebrata ieri una mattinata dedicata all’illustrazione degli interventi e raccolta sotto il titolo «Uniti per l’acqua, l’Europa investe sulla sicurezza idrica della Puglia». Un’occasione per mettere insieme gli attori della Politica di Coesione, l’architrave fondamentale del riequilibrio territoriale europeo. Tutti concordi sulla strada da percorrere come ricorda il presidente di Aqp, Roberto Venneri: «I 13 progetti, nutriti da risorse europee, nazionali e regionali, hanno obiettivi chiari: ripristinare e proteggere il ciclo dell’acqua, costruire una economia idrica intelligente, contenere le fuoriuscite e le perdite volumetriche accidentali, ammodernare le infrastrutture». E non solo per far fronte alle emergenze del «qui e ora», ma soprattutto per rispondere alle criticità del medio periodo, cambiamenti climatici in testa. «Entro il 2050 - ricorda Venneri - l’area mediterranea sarà colpita da un ulteriore impoverimento idrico con un indice di stress che supererà la soglia del 75%. L’impegno di Acquedotto, oggi azienda di interesse strategico nazionale, prosegue in questa direzione». Sul salto tecnologico verso «infrastrutture di avanguardia» e sul ruolo cruciale dei Comuni, protagonisti anche del modello in house di Aqp, si concentra il ragionamento di Gianluca Vurchio, presidente di Ais, mentre sull’importanza strategica degli interventi riflette Marco De Giorgi, Coordinatore della Comunicazione e direttore generale del Dipartimento per la coesione della Presidenza del Consiglio: «Questo tipo di progetto consente da un lato di rendere visibile il ruolo dell’Ue nella trasformazione dei territori e dall’altro - spiega - ci consente di rafforzare la partecipazione dei cittadini, mostrando come vengono utilizzate le risorse pubbliche».
La mattinata vede alternarsi al microfono un nutrito gruppo di relatori. C’è il fronte della Commissione europea con Andrea Mancini e Maria Chiara Zingaretti, quello regionale con Pasquale Orlando (direttore della Struttura speciale attuazione Por) e Andrea Zotti (dirigente della Sezione risorse idriche), e infine Cecilia Passeri, responsabile servizio reti di Aip e Gaetano Barbone, responsabile ingegneria di Aqp. Assente il governatore Antonio Decaro, è l’assessore all’Agricoltura, Francesco Paolicelli, a intervenire per la Regione: «Cultura del risanamento delle reti e utilizzo intelligente dell’acqua sono le parole d’ordine di una collaborazione che deve continuare», osserva. La sfida principale nel settore agricolo è quella del «riuso delle acque reflue. In alcune parti della regione già lo fanno, dobbiamo implementare gli impianti: ne abbiamo sette adeguati, altri due che potrebbero partire arrivando a nove, e tanti altri che aspettano l’ adeguamento. I problemi - conclude Paolicelli - li conosciamo, si tratta di anticiparli».