Economia: i dati

Puglia, famiglie in difficoltà per i debiti: Il 31% ha un mutuo. E in molti hanno difficoltà a pagare le rate

Gianpaolo Balsamo

Il 33% dei pugliesi ha almeno un finanziamento attivo e il 29% riconosce che i prestiti hanno consentito l’accesso anche a beni di prima necessità, come l’automobile. Eppure il 14% di chi ha un debito ha già saltato almeno una rata e un ulteriore 11% ha rischiato di farlo

In una fase in cui l’80% degli italiani avverte il peso dell’aumento dei prezzi sul bilancio familiare, la Puglia si scopre meno indebitata della media nazionale, ma più fragile sotto il profilo culturale ed emotivo. È questa la fotografia che emerge dalla ricerca realizzata da Ipsos per la «Giornata Senza Debiti», l’iniziativa promossa da «Kruk» Italia (società attiva nella gestione di portafogli di crediti acquisiti sul mercato: non eroga prestiti ai privati, ma dialoga con le persone che hanno posizioni debitorie per aiutarle a trovare soluzioni sostenibili di rientro) per accendere i riflettori su un tema ancora avvolto dal silenzio.

La «Giornata Senza Debiti», nata a livello internazionale 17 anni fa e arrivata nel nostro Paese nel 2024, ha finalità esclusivamente divulgative: punta a promuovere consapevolezza, informazione e un approccio più sereno alla gestione del debito.

Ma perché oggi ci si indebita? In molti casi non per spese superflue, bensì per sostenere il tenore di vita in un contesto di redditi compressi e costi in aumento. Mutui, finanziamenti e prestiti personali diventano strumenti per acquistare l’auto necessaria a lavorare, per far fronte a spese mediche o per affrontare imprevisti. Quando però manca una solida educazione finanziaria, il rischio di sovraesposizione cresce. Se a livello nazionale il 41% dei cittadini dichiara di avere almeno un debito, in Puglia la quota si ferma al 31%. Un dato inferiore alla media italiana che, tuttavia, non mette al riparo da situazioni di vulnerabilità: quasi un pugliese su due (41%) non sarebbe in grado di affrontare una spesa imprevista di 1.000 euro con risorse proprie.

Il 33% dei pugliesi ha almeno un finanziamento attivo e il 29% riconosce che i prestiti hanno consentito l’accesso anche a beni di prima necessità, come l’automobile. Eppure il 14% di chi ha un debito ha già saltato almeno una rata (contro il 13% della media nazionale) e un ulteriore 11% ha rischiato di farlo. Segnali che indicano una difficoltà diffusa nella gestione degli impegni finanziari. Il nodo più critico è l’alfabetizzazione finanziaria: il 54% dei pugliesi dichiara di non possedere conoscenze di base su mutui, prestiti o tassi di interesse, contro il 35% degli italiani. Un divario che si traduce in maggiore incertezza e in un carico emotivo più pesante. Il 78% non vive con serenità la propria situazione debitoria. Le emozioni più frequenti sono vergogna (31%), ansia (30%) e paura (24%). Il 76% non parlerebbe dei propri debiti con nessuno, rispetto al 70% della media nazionale. Così il primo interlocutore diventa spesso la famiglia: il 35% si rivolge a parenti o amici, mentre pochi scelgono professionisti del settore.

Una dinamica che può rinviare il problema senza risolverlo. Appena il 2% dei pugliesi associa un’assicurazione al proprio debito (contro il 3% nazionale) e il 46% non sa esattamente cosa facciano le società specializzate nella gestione del credito. «Se da un lato la Puglia presenta un livello di indebitamento inferiore rispetto alla media nazionale dall’altro emerge una fragilità più marcata sul fronte dell’alfabetizzazione finanziaria», commenta Simona Scarpa, responsabile di Kruk Italia. «Nella regione il 54% della popolazione afferma di non possedere conoscenze di base in ambito economico-finanziario, una quota significativamente superiore rispetto al 35% rilevato nel resto del Paese. Questo gap accentua il peso psicologico dei debiti, traducendosi in maggiore ansia, vergogna e paura: il 76% dei pugliesi non parlerebbe dei propri debiti, contro il 70% degli italiani».

«Questi dati - continua la responsabile di Kruk Italia - sottolineano l’importanza di promuovere strumenti di gestione del credito chiari, accessibili e concreti, capaci di supportare le persone nel far fronte ai propri impegni finanziari e di ridurre il ricorso a soluzioni informali, come amici o parenti. Allo stesso tempo, è fondamentale rafforzare l’alfabetizzazione finanziaria e alleviare il carico emotivo legato al debito, guidando le persone verso percorsi sostenibili. In Puglia, come nel resto del Paese, l’attenzione deve concentrarsi sullo smantellamento del tabù del debito, per evitare che difficoltà temporanee si trasformino in problemi più gravi e duraturi».

Il messaggio è netto: il debito non è una colpa, ma uno strumento. Può sostenere famiglie e consumi, oppure diventare un peso insostenibile. La differenza sta nella consapevolezza, nell’informazione e nella capacità di affrontarlo senza vergogna.

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