La storia
Dalla Puglia a Milano con rara malformazione respiratoria: neonata operata nel ventre materno
La mamma ha proseguito regolarmente la gravidanza: una volta rientrati in Puglia è nata la piccola Carola
Il sequestro polmonare in gravidanza è una malformazione dell’apparato respiratorio che si presenta in un caso ogni 10mila. Una condizione talmente rara che viene trattata solo in centri specializzati e ogni caso va valutato a sé. Ed è per questo motivo che una donna incinta, riscontrata una anomalia dello sviluppo di un polmone del feto, è stata indirizzata dalla struttura che la seguiva in Puglia al Policlinico di Milano, dove il feto è stato operato alla 26ma settimana di gestazione.
Il sequestro polmonare è lo sviluppo atipico di una porzione del polmone causata dall’irrorazione di un vaso anomalo dell’aorta discendente. In pratica il vaso ostacola il collegamento corretto con le altre parti dell’apparato respiratorio. La neoformazione benigna che si crea, crescendo, toglie sangue al resto del feto. In questo caso l’accumulo di liquido pleurico e peritoneale ha portato il team di diagnosi prenatale e chirurgia fetale a decidere di operare velocemente. L'operazione mini invasiva è durata circa mezz'ora, per la madre in anestesia locale. Il feto ha ricevuto l’anestesia con una iniezione intramuscolare alla coscia per assicurarsi che restasse ferme. Il chirurgo esegue una procedura sotto guida ecografica che prevede l’introduzione in utero attraverso l'addome materno fino al feto di un laser tramite ago sottilissimo il quale brucia il vaso «responsabile».
La donna è quindi tornata in Puglia e ha partorito con parto cesareo arrivata alla 36ma settimana perché il feto, che aveva riassorbito rapidamente la massa, era in posizione podalica. E' così nata Carola
«In altri casi si sarebbe potuto preferire intervenire dopo la nascita del bambino e rimuovere la massa, ma aspettare avrebbe comportato gravi rischi per la vita del feto» ha spiegato Nicola Persico, direttore della Diagnosi Prenatale e Chirurgia Fetale del Policlinico di Milano, dove finora sono stati trattati dieci casi simili in utero su un totale di oltre 600 interventi di Chirurgia Prenatale eseguiti in negli ultimi 12 anni per varie altre patologie fetali nell’ospedale milanese.
Il direttore generale Matteo Stocco, ha ricordato non solo l'expertise ma anche «l'approccio multidisciplinare al trattamento delle patologie più complesse e rare» a cui bisogna affiancare «strumentazione all’avanguardia» e questo permette "di apportare nuove conoscenze fondamentali a migliorare l'attività clinica».