politica
Minerva capogruppo Pd: «La Regione dia risposte sulla sanità, va modificata la legge elettorale»
L'ex sindaco di Gallipoli: «Il Partito Democratico collante dell'alleanza di centrosinistra. Le norme sulle nomine sono antidemocratiche»
Classe 1986, Stefano Minerva, nuovo capogruppo regionale del Pd: la sua indicazione all’unanimità che segnale politico rappresenta?
«Di compattezza: è un messaggio per una legislatura con un Pd che sa di essere forte. Per me è un mandato chiaro a rappresentare le istanze di tutti i nostri eletti con decisione».
Dalle consulte studentesche alla Regione, tanta strada “militante”…
«È il percorso della passione e dell’impegno in prima linea, unica direzione della mia vita politica. Sono stato eletto dagli studenti al liceo, poi a UniSalento. Ho fatto il baby sindaco di Gallipoli e il primo cittadino a 29 anni, sempre scelto dal popolo».
All’Università prendeva più preferenze di Alessandro Delli Noci (correva nelle liste di destra, ndr)?
«Io sono stato il senatore accademico più votato dell’ateneo. Con la sinistra dell'Udu…».
Il Pd salentino aveva altre attese dopo il risultato eclatante nelle urne…
«La domanda andrebbe girata al segretario della federazione Marrocco. Io ho ragionato con Decaro, e i colleghi del gruppo, che mi hanno nominato per un percorso che mi lusinga. Sono contentissimo di fare il capogruppo. Le aspettative del territorio possono essere deluse, ma sono consapevole che da questo ruolo potrò incidere molto per il Salento e il partito».
Il ruolo del Pd, forza di maggioranza relativa, con gli alleati?
«Sentiamo la responsabilità di tenere insieme la coalizione progressista per Decaro. E partiamo da qui per consolidare l’alternativa al governo Meloni. Il Pd è il soggetto federatore, ma anche la guida politica del progetto».
Il rapporto con Emiliano e Decaro…
«Michele ha lanciato tanti giovani, me compreso, costruendo una nuova classe dirigente. Con Antonio il rapporto è straordinario, all’insegna di una nuova generazione che fa squadra per far andare avanti l’area riformista. Sono tra quelli che con maggior forza gli ha chiesto di accettare la candidatura a governatore. Dopo le europee era la persona giusta per portare alla Regione il rinnovamento generazionale. Appena eletto capogruppo, ci siamo visti e abbiamo già stilato una prima agenda di lavoro per il Consiglio».
Sulla sanità?
«Le liste d’attesa sono una nostra priorità. Dopo aver messo ordine, bisogna dare risposte concrete. Sistemare i pronto soccorso, accelerare sulle case di comunità e sulla sanità del territorio sono passaggi fondamentali. I cittadini chiedono risposte: qui ci giochiamo la partita della credibilità».
Sui termovalorizzatori?
«Stiamo ragionando. Sul ciclo dei rifiuti ci vogliono soluzioni migliori e dobbiamo dialogare con i territori. Prima dei termovalorizzatori organizzerei i centri di compostaggio nelle singole Aro per l’umido».
Sul piano coste e il “mare democratico”?
«Il mare “democratico” è un tema importante. Allo stesso tempo bisogna evitare che le aziende balneari del territorio, portate avanti da famiglie pugliesi, vadano nelle mani di cinesi o delle multinazionali, senza garanzie occupazionali. Un riordino però è necessario».
La Lega con Fabio Romito vi ha “scippato” la questione di genere?
«Non sanno come attaccare Decaro e criticano una delle giunte più “rosa” d’Italia».
La legge elettorale?
«Va cambiata: non è possibile che il Pd leccese prenda solo due eletti, e province più piccole ne ottengano tre».
La norma Laricchia anti-trombati la abrogherete?
«Bisogna trovare una soluzione. Ci sono stati eccessi, qualche nomina è stata data con troppa facilità, ma Decaro è stato chiaro: ora si cambia registro. La legge Laricchia resta una norma antidemocratica perché priva cittadini che hanno raccolto consensi della possibilità di dare un contributo alla propria terra».
La prima proposta di legge che presenterà?
«Un provvedimento per combattere la crisi idrica: vogliamo dare incentivi regionali per installare autoclavi nelle palazzine delle case popolari».
Da oggi dovrà confrontarsi anche con il centrodestra…
«Gli avversari sono competitor in campagna elettorale, non nemici. Ho un ottimo rapporto con tutti, da Dino Basile a Gianfranco De Blasi e Nicola Gatta. Prendere un caffè insieme o dialogare non è un problema: nella diversità delle posizioni, quando c’è una idea positiva, siamo sempre pronti a valutarla senza pregiudizi, per il bene della Puglia».