La commemorazione
Giornata della Memoria, bandiere a mezz'asta sul palazzo della presidenza della Regione Puglia. Decaro: va praticata ogni giorno
Il governatore: la memoria è un esercizio costante che ci permette di difenderci dagli orrori del passato, un argine culturale e politico per contrastare reminiscenze delle stagioni più buie. L'omaggio del sindaco di Bari e del prefetto di Taranto e la mostra a Foggia
Bandiere a mezz'asta sul palazzo della presidenza della Regione Puglia, in occasione della Giornata della Memoria. «La memoria è una forma di resistenza contro ogni rigurgito di violenza, odio, indifferenza» ha dichiarato il presidente della Regione Puglia, Antonio Decaro. "La memoria che celebriamo oggi - ha aggiunto il governatore - va praticata ogni giorno, nelle scelte quotidiane di ciascuno di noi. La memoria è un esercizio costante che ci permette di difenderci dagli orrori del passato, costituisce un argine culturale e politico per riconoscere e contrastare qualsiasi reminiscenza delle stagioni più buie che l’umanità ha attraversato, con la speranza che l’insegnamento che possiamo trarne ispiri sempre i pensieri e le azioni».
«Stiamo vivendo un momento storico di grande paura, in cui gli spettri di periodi bui si stanno ripresentando con atteggiamenti di sopruso che in qualche caso coinvolgono interi popoli - ha aggiunto l’assessora regionale alla Cultura e Conoscenza Silvia Miglietta -. In questo contesto, è ancora più importante celebrare la Giornata della Memoria per tenere a mente i valori di pace, democrazia e solidarietà fra i popoli sui quali abbiamo costruito l’Europa e l’ordine mondiale all’indomani della Seconda guerra mondiale e della barbarie nazifascista che ha causato lo sterminio di milioni di ebrei, rom, sinti e omosessuali. Non sempre la Memoria è stata sufficiente a evitare nuove ingiustizie. Tuttavia, - conclude - non possiamo rinunciare a ricordare né tantomeno lasciare spazio a vecchie o nuove forme di antisemitismo».
«Discriminazioni, esclusione e pregiudizi non sono scomparsi: ogni volta che una persona con disabilità viene isolata, ignorata o privata dei propri diritti, riaffiora un pensiero che la storia ci ha già mostrato». Lo dichiara in una nota il garante regionale dei diritti delle persone con disabilità, Antonio Giampietro, in occasione della Giornata della Memoria.
«Nel ricordare le vittime dell’olocausto, - dice - non possiamo dimenticare una pagina dolorosa: la persecuzione delle persone con disabilità. A partire dal 1939, migliaia di bambini, adulti e anziani con disabilità fisiche, sensoriali, intellettive o psichiche furono vittime di un progetto che negava il valore della vita umana quando non rispondeva a criteri di presunta 'perfezionè. Una visione disumana che colpì anche persone con malattie croniche, cancellando diritti, dignità e futuro. Ricordare oggi non significa solo guardare al passato, ma assumersi una responsabilità nel presente».
«La memoria, allora, - conclude Giampietro - deve diventare impegno quotidiano: costruire una società più accogliente in cui ogni persona sia riconosciuta, rispettata e valorizzata».
BARI - «In questa giornata voglio ricordare le parole di Elie Wiesel, quando dice che il contrario dell’amore non è l’odio, ma l’indifferenza. La Shoah è stata possibile anche a causa dell’indifferenza delle diplomazie e dei poteri economici e politici che allora condizionavano la vita dell’Europa». Con queste parole il sindaco di Bari, Vito Leccese, ha reso omaggio alla Giornata della memoria che, anche nel capoluogo pugliese, ha ricordato le vittime del nazifascismo.
«Ecco perché - ha aggiunto - queste giornate non devono essere un mero esercizio retorico: devono servire a raccogliere un’eredità importantissima, quella di persone come Filippo D’Agostino e di Giuseppe Zannini, per farla vivere nel presente e consegnarla soprattutto ai giovani». «Di fronte ai segnali preoccupanti di ritorno a quel passato - ha detto Leccese - sta a noi contrastarli con un presidio quotidiano della democrazia e della libertà. L’indifferenza è il pericolo più grande: quando si è indifferenti, può accadere di tutto, anche quello che è già accaduto».
La Giornata è cominciata alle 9 del mattino, con l'amministrazione comunale, l’Anpi e il coordinamento antifascista che hanno ricordato Filippo D’Agostino, sindacalista, consigliere comunale di Bari, antifascista e vittima della deportazione. Nell’occasione è stata deposta una corona sulla targa a lui intitolata nella sala consiliare di Palazzo di Città. Alla cerimonia, tra gli altri, è intervenuto anche il prefetto di Bari, Francesco Russo. Subito dopo il sindaco si è recato al liceo Scacchi dove, alla presenza della comunità scolastica, è stata deposta una corona di fiori sotto la targa che ricorda Giuseppe Zannini, già alunno dell’istituto barese. Antifascista cattolico, amico di Aldo Moro e di Achille Ardigò, Zannini fu catturato dalle SS a Bologna e internato nel campo di sterminio di Mauthausen, dove morì, per sfinimento dopo la prigionia.
TARANTO - «Lo sterminio di un’intera popolazione richiama fortemente la nostra coscienza ed è stato reso possibile anche dall’indifferenza». Così il prefetto di Taranto, Ernesto Liguori, nel corso della cerimonia del Giorno della Memoria che si è svolta in prefettura, dedicata allo sterminio del popolo ebraico e alle persecuzioni dei deportati militari e politici italiani nei campi nazisti.
FOGGIA - In occasione della Giornata della Memoria il dipartimento di studi umanistici dell’università di Foggia ospita, da oggi al 9 febbraio, la mostra fotografica intitolata 'L'arte della memoria. Mai più. Fiamme e Fuoco' che ha già fatto tappa in diverse città, tra cui Castano Primo, Buscate, Arconate, Conversano e Trani. L’esposizione, una personale degli artisti Arkadiusz Sdek e Antonio Russo Galante, si inserisce - fanno sapere dall’ateneo - nel più ampio impegno dell’università di Foggia nel promuovere la memoria storica, la riflessione critica e la consapevolezza civile, in particolare tra le giovani generazioni, affinché il ricordo della Shoah continui a essere monito contro ogni forma di odio, discriminazione e violenza.
Il percorso espositivo intende ricordare la tragedia della Shoah che ha coinvolto la Germania, la Polonia e l’intera Europa, ma che interpella ancora oggi, sul piano etico e morale, l'umanità tutta. «La Giornata della Memoria rappresenta per l'Università un momento imprescindibile di riflessione collettiva - dichiara il rettore Lorenzo Lo Muzio -. Iniziative come questa confermano il ruolo dell’Ateneo non solo come luogo di formazione e ricerca, ma anche come spazio di coscienza civile».