Lo scacchiere dell’assemblea
Regione Puglia, il centrosinistra blinda Matarrelli come presidente del Consiglio. A FdI il vice
Il gruppo consiliare del Pd eleggerà alla guida Minerva: una compensazione per i salentini senza posti nella giunta. Lega e FI in ballo per un posto da segretario d’aula o la guida della VII commissione
Oggi nel primo pomeriggio la riunione del gruppo regionale del Pd per eleggere il presidente, domani l’incontro collegiale delle forze del campo largo per definire chi guiderà il Consiglio regionale e i componenti dell’ufficio di presidenza, nonché un primo schema di ripartizione delle commissioni: le prossimi 48 ore saranno decisive per comprendere come sono state smussate le polemiche tra i progressisti dopo la nomina della giunta di Antonio Decaro.
Il primo indirizzo che emerge è un impegno del Pd a indennizzare l’ala salentina del partito: come capogruppo, infatti, sarà eletto Stefano Minerva. L’ex sindaco di Gallipoli (dove guidava una giunta civica con assessore il deputato della Lega Toti Di Mattina), ha raccolto oltre 30mila voti nelle urne ed era stato a lungo tra i papabili per un assessorato di peso. Cresciuto nella squadra di Michele Emiliano, è stato anche presidente della Provincia di Lecce, ma a partire dalla fase pre-elettorale (quella più rovente dello scontro interno sulla possibile candidatura degli ex governatori) si è avvicinato alle posizioni di Decaro.
Dopo questo passaggio, il campo largo dovrà definire l’elezione del presidente del Consiglio: in pole c’è Toni Matarrelli, ex sindaco di Mesagne ed ex presidente della Provincia di Brindisi. Si tratta di un esponente politico di assoluta esperienza, che avrebbe avuto anche la competenza gestionale per svolgere bene un ruolo di governo. La sua provincia finora è rimasta senza incarichi istituzionali, mentre il suo exploit è stato decisivo per ribaltare nel Brindisino il trend che aveva visto i conservatori maggioranza nel 2020. La partita, secondo più indiscrezioni chiusa, però potrebbe riaprirsi se dovesse pesare l’orientamento del Pd nazionale per la parità di genere: in giunta il bilancio è 6-4 per gli uomini e per la linea di Elly Schlein bisogna trovare subito una forma di riequilibrio. Nel centrodestra, intanto, si registra l’apprezzamento di Fabio Romito, capogruppo della Lega, per l’operato di una leader dem: «Loredana Capone, nello scorso mandato, ha operato con competenza. Non avere una donna presidente del Consiglio riporta le lancette della politica pugliese indietro nel tempo di vent’anni». Il centrosinistra, però, lavora ad ulteriori compensazioni: il Pd avrà quattro presidenze e due potrebbero andare alle consigliere elette (Elisabetta Vaccarella ha dalla sua un risultato davvero sorprendente alla sua prima elezione). Con quattro dem alla guida delle commissioni, una lista (tra 5S, Decaro presidente e Per la Puglia) dovrà rinunciare ad una presidenza, guadagnando il credito per una successiva compensazione.
Sul fronte conservatore, intanto, si lavora per presentarsi compatti in vista del primo consiglio, ufficiosamente in calendario il due febbraio: secondo una prima ipotesi di lavoro, la vicepresidenza del Consiglio dovrebbe andare a Fratelli d’Italia, mentre come segretario d’aula si giocano la posizione sia la Lega che Forza Italia. Chi non andrà sui banchi della presidenza, avrà la guida della VII commissione, quella che spetta all’opposizione, e si occupa degli Affari istituzionali (e nei prossimi mesi dovrà dedicarsi anche e soprattutto alla riforma dello Statuto e della legge elettorale): qui c’è un derby tra azzurri (che pensano ad uno tra Massimiliano Di Cuia e Paolo Del’Erba) e salviniani (che hanno come prima scelta Gianfranco De Blasi, consigliere regionale salentino uscente), ma non si può escludere che anche la destra possa richiederla. In Fdi si discute su chi potrà essere indicato come vice di Matarrelli: c’è la proposta dell’esperto Renato Perrini (fittiano, ha fatto il capogruppo nel passato mandato dopo le dimissioni di Francesco Ventola, eletto a Bruxelles), mentre ambisce a questo scranno anche Tommaso Scatigna, molto vicino al sottosegretario Marcello Gemmato. La posizione unitaria del centrodestra, infine, verrà sancita da una riunione che verrà convocata entro questa fine settimana.