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Regione, la proposta di Decaro a Emiliano: consulente giuridico per «studio e ricerca». Ma il Csm potrebbe dire no

L’ex governatore (rientrato in magistratura come fuori ruolo) potrebbe rimanere fuori dalla giunta: pronto il contratto da 130mila euro l’anno. Servirebbe però l’ok di Palazzo dei Marescialli

Michele Emiliano potrebbe avere un incarico di “studio e ricerca” come consulente giuridico del presidente Antonio Decaro. È questa la proposta che il governatore della Puglia ha fatto al suo predecessore, che quindi - in ipotesi - non entrerebbe in giunta ma verrebbe inquadrato come consulente nello staff, con un trattamento economico pari a quello di un capo dipartimento, per occuparsi dell’inquadramento giuridico di questioni complesse come le crisi industriali. Ma non soltanto.

Il nodo, oltre che politico, è anche tecnico. Emiliano dopo la scadenza dell’incarico elettivo è formalmente rientrato in magistratura, fuori ruolo, in attesa che il Csm decida - come prevede la legge - di assegnarlo a una nuova sede giudiziaria che deve essere necessariamente in una regione non confinante con la Puglia, oltre che in funzione giudicante non monocratica (l’ultimo incarico da magistrato di Emiliano era di pubblico ministero a Bari).

Il nuovo incarico di studio e ricerca, che avrebbe un compenso paragonabile a quello di assessore e prevederebbe anche il vincolo di esclusiva (contemplato dal nuovo regolamento voluto da Decaro), dovrà essere però autorizzato dal Csm. Ci sono - spiegano fonti di Palazzo dei Marescialli - precedenti di tipo altalenante, nel corso degli anni, per l’inquadramento fuori ruolo dei magistrati: che viene sempre concesso quando riguarda ministeri e “funzioni centrali” dello Stato, e raramente invece quando riguarda regioni ed enti locali.

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