la guerra

Chi è mons. Borgia, il pugliese alla guida del convoglio umanitario bloccato in Libano: i tir della missione colpiti da spari

Borgia, di Manfredonia, ha dovuto fare marcia indietro dopo essersi trovato in mezzo ad un fuoco incrociato tra Israele e Hezbollah. Erano tre i camion con 40 tonnellate di beni di prima necessità in viaggio verso Debel

Un convoglio di aiuti umanitari organizzato dal nunzio apostolico in Libano, il manfredoniano monsignor Paolo Borgia, destinato ai villaggi cristiani del sud, ha dovuto fare marcia indietro ieri, 7 aprile, dopo essere stato "colpito da spari"; secondo fonti locali si è trovato in mezzo ad "un fuoco incrociato" tra Israele e Hezbollah.

I veicoli hanno subito danni e la missione umanitaria organizzata dal Vaticano, che era diretta a Debel, villaggio nel sud del paese, ha dovuto fare marcia indietro. 

Le Forze di Difesa israeliane hanno trattenuto un peacekeeper di Unifil dopo aver bloccato il convoglio. "A seguito di contatti diretti e immediati da parte del Capo Missione e Comandante della Forza di Unifil e della nostra Sezione di Collegamento, il peacekeeper è stato rilasciato in meno di un'ora", fa sapere Unifil, che sottolinea: "Qualsiasi detenzione di un peacekeeper delle Nazioni Unite costituisce una palese violazione del diritto internazionale. Ci aspettiamo il pieno rispetto dello status protetto dei peacekeeper delle Nazioni Unite da parte di tutti gli attori e che tutti si astengano dall'interferire in qualsiasi modo con la loro libertà di movimento".

A quanto si apprende la vicenda non riguarderebbe il settore ovest e non sarebbero coinvolti militari italiani. Intanto la guerra in Libano ha causato oltre 1.500 morti dal 2 marzo, uccisi dai raid aerei israeliani. Israele ha fatto sapere di sostenere il cessate il fuoco temporaneo con l'Iran deciso dal presidente Trump, ma la tregua «non include il Libano».

Quanto al convoglio di aiuti umanitari organizzato dal nunzio apostolico in Libano, l'arcivescovo Borgia, stava proseguendo le sue missioni avviate nell'ultimo mese durante le quali ha girato a bordo di tir carichi di aiuti umanitari, arrivando pure fino alla blue line con Israele. Diversi villaggi del sud, al confine con Israele, sono abitati da cristiani e ora sono quasi completamente isolati, anche a causa dell'abbandono del territorio da parte dell'esercito libanese.

Ma nonostante la situazione hanno deciso di non lasciare le loro case. Da qui le missioni del Nunzio. Secondo quanto riferito dai media vaticani erano tre i camion con 40 tonnellate di beni di prima necessità che erano sulla strada verso Debel, quando i combattimenti hanno bloccato la missione organizzata dalla stessa Nunziatura, da Caritas-Libano e L'Œuvre d'Orient, nonché una delegazione di Bkerké, le quali in una nota hanno ribadito che la cancellazione del convoglio umanitario, se pur per motivi di sicurezza, costituisce "una violazione del diritto internazionale umanitario".

La missione era scortata al contingente francese dell'Unifil. Monsignor Borgia si è dovuto fermare quindi alla base Unifil di Deir Kifa. 

Il sindaco di Manfredonia, Domenico La Marca, ha espresso solidarietà al concittadino Monsignor Paolo Borgia: "Si continua a violare le norme basilari del diritto internazionali, mentre il mondo si riarma fino ai denti e in Italia si pensa anche di mettere a disposizioni le basi militari in nome di un patto. Si annuncia la pace, mentre si sponsorizza la guerra, l’odio tra i popoli. Le armi servono per innalzare titoli quotati in borsa, mentre il loro rumore semina morte e distruzione".

Chi è mons. Paolo Borgia, il pugliese nunzio apostolico in Libano

Nato a Manfredonia, sede arcivescovile in provincia di Foggia, il 18 marzo 1966, è stato ordinato presbitero il 10 aprile 1999 dall'arcivescovo di Manfredonia-Vieste Vincenzo D'Addario, incardinandosi nella stessa arcidiocesi, e ha studiato diritto canonico. Preparatosi alla carriera diplomatica presso la Pontificia accademia ecclesiastica, è entrato nel servizio diplomatico della Santa Sede il 1º dicembre 2001. È stato destinato alla nunziatura apostolica nella Repubblica Centrafricana con il grado di addetto e poi è stato promosso segretario di seconda classe il 1º dicembre 2002.

Trasferito in Messico nel 2004, è stato nuovamente promosso nel 2006 ed è divenuto primo segretario, per poi essere inviato in Israele nel 2007. Promosso consigliere di nunziatura tre anni dopo, ha prestato servizio in Libano dal 2010, dove ha collaborato con l'arcivescovo Gabriele Giordano Caccia. È ritornato a Roma per lavorare presso la seconda sezione della Segreteria di Stato della Santa Sede nel 2013.

Trasferito alla sezione per gli affari generali della Segreteria di Stato della Santa Sede il 29 ottobre 2014, è stato promosso consigliere di prima classe il 1º dicembre successivo. Il 4 marzo 2016 papa Francesco lo ha nominato assessore per gli affari generali, il più stretto collaboratore del sostituto per gli affari generali.

Il 3 settembre 2019 papa Francesco lo ha nominato arcivescovo titolare di Milazzo e gli ha conferito il titolo di nunzio apostolico. Papa Francesco lo ha nominato prima nunzio apostolico in Costa d'Avorio, poi, nel 2022, lo ha nominato nunzio apostolico in Libano.

Il 30 giugno 2024, in piena crisi di Gaza, Borgia, in qualità di nunzio apostolico della Santa Sede in Libano, giunse a Shama per una visita al comando della Joint Task Force Lebanon Sector West, che opera nell’ambito della missione UNIFIL nel sud del Paese.

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