il caso
Ilaria Salis, controllo preventivo della polizia nella sua stanza d'hotel: «L'Italia è ormai un regime»
L'operazione non sarebbe scattata per conto dell'Ungheria. Avs: «È inaccettabile, Piantedosi chiarisca»
«L'Italia è ormai un regime». Lo afferma sui social l’eurodeputata di Avs Ilaria Salis, aggiungendo l’emoticon della faccina che vomita. «Questa mattina la Polizia si è presentata all’alba nella mia stanza d’albergo a Roma per un controllo preventivo durato oltre un’ora in vista della manifestazione di oggi. A quanto pare - aggiunge -, effetto del Decreto Sicurezza. Rendiamoci conto a che punto siamo arrivati con il Governo Meloni al potere... Viviamo in uno Stato di polizia. Ma non dobbiamo lasciarci intimidire. Manifestare è un diritto e lo dobbiamo difendere con tutte le nostre forze. Ci vediamo alle 14 in Piazza della Repubblica!»
Il controllo preventivo avvenuto nei confronti di Ilaria Salis a Roma non è legato a vicende passate che avevano portato alla detenzione della stessa Salis in Ungheria, né è quest’ultimo il Paese che avrebbe richiesto i controlli. Lo si apprende da fonti informate. La Questura di Roma ha dichiarato che l'attività ha avuto origine «da una segnalazione proveniente da un paese terzo del panorama europeo, che non consente margine di discrezionalità negli adempimenti richiesti alle autorità italiane».
Il controllo, è stato poi reso noto, sarebbe partito da una segnalazione della Germania. L’alert è scattato nell’ambito del sistema di segnalazioni Schengen.
«Questa mattina Ilaria Salis, nostra eurodeputata, ha denunciato di essere stata svegliata da due agenti di polizia che si sono presentati nella sua camera d’albergo a Roma per effettuare un 'controllo preventivo'. Nonostante lei si sia qualificata subito gli agenti hanno atteso quasi un’ora prima di andare via. Si tratta di una vicenda di una gravità inaudita, ancora peggiore perché avvenuta a poche ore dalla grande manifestazione di oggi pomeriggio». Lo affermano Angelo Bonelli e Nicola Fratoianni di Avs, in una nota. «È inaccettabile che in Italia - proseguono i leader rossoverdi - una parlamentare sia sottoposta a controlli preventivi. Il governo Meloni ha deciso di sottoporre a controlli i parlamentari di opposizione? Non siamo ancora diventati l’Ungheria di Orban e non intendiamo diventarlo. Su questa vicenda pretendiamo parole di chiarezza dal Ministro Piantedosi».