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Stellantis, la risalita c’è: ma ora si attende il Piano. I sindacati: «Un segnale che non basta»

ANTONELLA INCISO

Un’inversione di tendenza rispetto agli ultimi due difficilissimi anni che non è sufficiente, tuttavia, a fugare i timori dei sindacati, che in Basilicata guardano con attenzione a quella salita produttiva ancora non del tutto decollata

La ripresa dei volumi di Stellantis a Melfi nel primo trimestre è indubbiamente un’inversione di tendenza rispetto agli ultimi due difficilissimi anni ma, questo, non è sufficiente a fugare tutti i timori dei sindacati che in Basilicata guardano, comunque, con attenzione a quella salita produttiva che ancora non è del tutto decollata. Il giorno dopo la presentazione del Report Stellantis della Fim Cisl nella piana di San Nicola di Melfi si guarda con un misto di timore e di speranza all’oggi ma soprattutto al prossimo 21 maggio quando sarà ufficializzato il piano industriale dell’amministratore delegato Antonio Filosa.

“C’è stata un’intervista di Elkann in cui ha criticato la gestione precedente. L’era dei numeri gonfiati non c’è più. Ora c’è una nuova era. Bisogna ripartire dai prodotti e non solo, dagli uomini. Dare più senso alle maestranze, con il nuovo corso si è ripartiti tornando indietro- sottolinea il segretario generale della Fismic di Basilicata, Pasquale Capocasale - Poi, se i numeri ci dicono che si è ritornati a fare profitti vuol dire che la gestione Filosa sta andando nella giusta direzione, anche se tutto sarà chiaro il 21 maggio”.

Per Melfi, però, resta il momento “non proprio buono”. “I modelli stanno arrivando ma non stiamo svoltando perché siamo afflitti ancora da una serie di difficoltà. Alcuni errori sulla motorizzazione pesano proprio sui modelli che stanno uscendo dalla fabbrica di Melfi” aggiunge Capocasale che sull’indotto sottolinea come “se non decolla la fabbrica principale non decollano anche gli altri, seppure ci siano situazioni diverse”.

E ad evidenziare la necessità di “tenere alta l’attenzione” è anche il segretario della Uglm di Potenza, Giuseppe Palumbo. “Anche se ci sono rassicurazioni il dato non è confortevole per quello che è il territorio lucano. Le criticità sono legate alla mancanza di componentistica che sta rallentando la prospettiva della risalita produttiva – dice Palumbo - Stiamo aspettando il piano Italia dell’amministratore delegato per capire se effettivamente ci sarà il nuovo modello. Noi siamo fiduciosi ma attendiamo di vederlo scritto nero su bianco. Inoltre, anche se verrà assegnato ci vorrà tempo. Noi si potrà fare dalla sera alla mattina”.

A sottolineare i dati è anche Marco Lomio, segretario regionale della Uilm Basilicata. “Sono dati che fanno riferimento al 2025 e non puoi fare paragoni con il 2025. Si intravede la risalita produttiva ma c’è tanta strada da percorrere. Mancano alcuni componenti come la catena di forniture che è tutta da definire”, spiega Lomio che ricorda la necessità di un Patto per Melfi. Patto che verrà ribadito anche nel congresso regionale della Uilm previsto per il 17 aprile.

E a parlare di segnali ancora “non sufficienti” è il segretario regionale della Fim Cisl, Gerardo Evangelista. “I segnali non sono ancora sufficienti a garantire una reale inversione di tendenza sul piano occupazionale, finché permane un’incertezza complessiva sul futuro industriale dell’automotive e sull’andamento del mercato. Le criticità accumulate negli ultimi anni, tra riduzione degli organici e ricorso agli ammortizzatori sociali, restano sul tavolo” sostiene Evangelista che richiama il 21 maggio come “un passaggio importante”. “È fondamentale dare risposte immediate all’indotto, che continua a vivere una fase di grande difficoltà. Perciò chiediamo di accelerare il completamento del piano prodotti, anche valutando l’anticipazione del nuovo modello annunciato ma non ancora confermato”, conclude Evangelista.

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