Lavoro

Tito, la Smartpaper senza commesse: a rischio il futuro di 383 operai

Antonella Inciso

Martedì ci sarà un presidio davanti alla prefettura

“Ad oggi non ci è stato ancora comunicato nulla. Nulla sul percorso: non conosciamo chi sia coinvolto, quanti lavoratori sono coinvolti. Come siano state costruite le liste, né quali siano i tempi e le modalità di passaggio”. Gianni Galgano, segretario della Uilm Basilicata, racconta così i timori e le preoccupazioni legate al futuro degli addetti della Smartpaper (l’azienda di Tito scalo, che si occupa di servizi integrati per Enel e per altre imprese) dopo la perdita di una commessa proprio per Enel che mette a rischio il futuro di 383 persone. Nonostante la clausola sociale, infatti, dall’aggiudicazione di fine luglio, sindacati e lavoratori non hanno saputo più nulla. Così martedì prossimo, insieme (lavoratori, Fim, Fiom, Uilm, Fismic e le Rsu) saranno in presidio in piazza Prefettura a Potenza per far sentire la loro voce e per chiedere di essere ricevuti dal Prefetto di Potenza, Michele Campanaro. “E’ passato un mese e noi non abbiamo visto le procedure per il cambio di appalto, nonostante sia stato fatto più di un incontro con la Smartpaper – aggiunge il sindacalista – l’azienda si trincera dietro la clausola di riservatezza, dopo aver perso una commessa che tocca 383 addetti che rischiano il posto. Certo, c’è la clausola sociale ma non possiamo sapere quante persone saranno coinvolte”. Insomma, una situazione complessa che diventa ancor più articolata per i lavoratori per il silenzio che si respira attorno alla vicenda. “Noi vogliamo garantite tutte le 383 persone ma vogliamo sapere dalla società subentrante se c’è la piena occupabilità per tutti. Un altro tema è, poi, quello della garanzia dei livelli salariali di primo e secondo livello” sottolinea ancora Galgano che precisa che “martedì si manifesterà per il silenzio che c’è dietro un cambio appalto”. “Non c’è stata una convocazione delle parti, le società subentranti non hanno avviato alcuna procedura – sostengono ancora i rappresentanti sindacali – Invece, noi vogliamo essere protagonista del cambio di appalto. Inoltre, vogliamo sapere che fine faranno le persone che rimangono in Smartpaper, considerata la scelta del Governo di passare dal mercato vincolato al mercato libero dell’energia? Questo, infatti, ha determinato una frantumazione”. Interrogativi, dunque. Tanti, legati, in particolar modo, alla necessità di capire “Smartpaper che peso avrà in futuro”. “Potrà garantire tutti i lavoratori ? Vogliamo che la multinazionale Intra-Minsait possa realmente investire nelle comunità facendo uscire questa azienda dall’appalto. Per questo al Prefetto chiediamo di accogliere il nostro documento e di farsi portavoce della costruzione di un tavolo dove siano presenti tutti gli attori protagonisti del cambio di appalto” conclude Galgano, mentre i lavoratori attendono il 2 settembre, giorno “in cui il silenzio verrà interrotto dalla voce delle lavoratrici e dei lavoratori Smartpaper perché , come sostengono gli addetti “politica ed Istituzioni” dovranno “assumersi le proprie responsabilità”.

Privacy Policy Cookie Policy