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In Puglia e Basilicata

IL RINNOVAMENTO INDUSTRIALE

Melfi cuore dell’elettrico, Stellantis conferma gli impegni per la fabbrica

Melfi cuore dell’elettrico, Stellantis conferma gli impegni per la fabbrica

Operai alla fabbrica di Melfi Stellantis

L'annuncio dell'amministratore Tavares riaccende l'entusiasmo nell'hub lucano: quattro modelli automobilistici saranno realizzati nell'industria

21 Settembre 2022

Antonella Inciso

Melfi e la Basilicata sono tornati a sperare. L’annuncio con cui l’amministratore delegato di Stellantis, Carlo Tavares, ha confermato gli impegni per l’Italia ha riacceso gli entusiasmi anche in terra lucana. «Gli annunci evidenziano sia il nostro impegno verso l’Italia sia la nostra capacità di prendere decisioni responsabili per anticipare l’imminente cambiamento globale del nostro settore, mentre ci adoperiamo per raggiungere i nostri obiettivi Dare Forward 2030» spiega Tavares. Aggiungendo, poi: «Sono molto grato a tutti coloro che hanno partecipato alla definizione e all’implementazione di questi piani per diventare un’azienda tecnologica di mobilità sostenibile con l’audace obiettivo di diventare a zero emissioni di carbonio rispetto alla concorrenza».

Se lo stabilimento di Mirafiori sarà il principale hub dell’economia circolare (sarà inaugurato nel 2023 e garantirà modelli di produzione e consumo sostenibile) quello dell’area industriale di San Nicola di Melfi diventerà il «cuore» della produzione dell’elettrico con quattro modelli che saranno realizzati nella fabbrica lucana. Una buona notizia. Una conferma che allontana le nubi cupe che si erano addensate sulla grande fabbrica realizzata nella piana che separa Basilicata e Puglia. Ad avvalorarlo anche le analisi dei sindacati che solo qualche settimana fa erano scesi in piazza per i timori legati al futuro delle aziende della logistica e dell’indotto. «Sicuramente è una buona notizia la conferma dei quattro modelli - spiega Angelo Summa, segretario regionale della Cgil Basilicata - La strade dell’elettrico è una strada quotidiana che bisogna accelerare per ridare futuro al lavoro».

«Non possiamo rimanere in mezzo al guado tra motore a scoppio ed elettrico - evidenzia ancora Summa - Il tema vero rimane quello di aprire un confronto con Tavares sugli aspetti di dettaglio del piano industriale per salvaguardare non solo i posti di lavoro diretti di Stellantis ma anche tutta la filiera dell’indotto di Melfi». «Il tema vero rimane che nella transazione la Basilicata e l’indotto si devono candidare ad essere produttori e fornitori di tutti i componenti che riguarderanno il futuro dell’auto elettrica» conclude il segretario regionale della Cgil. «Melfi non ritorna a sperare ma ha un progetto industriale che Tavares ha confermato nell’incontro» commenta, invece, il segretario regionale della Uil Basilicata, Vincenzo Tortorelli che, però, insiste perché dal piano di quattro vetture «si arrivi almeno a cinque per saturare lo stabilimento».

«La localizzazione a Melfi della nuova piattaforma elettrica stla medium ribadisce questo impegno - continua Tortorelli - Conferma il piano industriale di Melfi per le macchine ibride. Questo è un progetto che deve ricominciare a camminare ed a muoversi al più presto. Come abbiamo detto più volte alle Istituzioni locali bisogna realizzare un patto per Melfi per analizzare le ricadute sull’indotto sulla logistica. Per qualsiasi proposta industriale che dovesse impattare negativamente - continua il segretario regionale della Uil - il territorio deve essere pronto a mettere in campo scelte, attraverso investimenti e riconversioni per la tenuta occupazionale del polo dell’auto».

A parlare di «notizia positiva» è anche il segretario regionale della Cisl metalmeccanici, Gerardo Evangelista. «La conferma dell’amministratore delegato di Stellantis Tavares per gli stabilimenti italiani è una notizia positiva perché aspettavamo questa riconferma - precisa Evangelista - ma come sindacato vigileremo finché non arriveranno all’attuazione dei quattro modelli ed alla conferma dei posti di lavoro». «Le nuove tecnologie ed i nuove modelli non devono penalizzare il lavoro» taglia corto il segretario Cisl.

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