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In Puglia e Basilicata

I collegamenti della Basilicata

Sos viabilità: la Potenza-Bari-Salerno come la tela di Penelope

Sos viabilità: la Potenza-Bari-Salerno come la tela di Penelope

L’opera inserita nel Def. Ma sono anni che si parla del completamento. Il corridoio apulo-lucano tanto atteso in Basilicata per velocizzare i collegamenti tra il capoluogo di regione e Bari

19 Luglio 2022

Massimo Brancati

POTENZA - Era il 31 ottobre del 2008 quando l’allora presidente del Consiglio di amministrazione dell’Anas, Pietro Ciucci, annunciò l’approvazione del progetto preliminare dell’itinerario Salerno-Potenza-Bari, nel tratto compreso tra la strada statale 407, bivio Vaglio Isca D’Ecclesia, in provincia di Potenza, e la variante di Altamura, in provincia di Bari. Sono trascorsi 14 anni di promesse ma la strada che unisce i due lati della Basilicata, attraverso l’Alto Bradano, per proiettarsi verso la Puglia è ancora in embrione. Solo di recente il progetto di fattibilità tecnico economica è passato al vaglio del Consiglio superiore dei lavori pubblici. Siamo a pochi passi dal traguardo? Difficile dirlo, anche perché i precedenti non sono incoraggianti. Ma ora sul «corridoio» apulo lucano c’è l’imprimatur del piano industriale 2022/2031 del gruppo Fs. Tra le opere stradali da finanziare c’è anche la Salerno-Potenza-Bari (quarto tratto da zona industriale Vaglio a svincolo strada provinciale Oppido Lucano-Valico Pazzano).

Fulcro dell’intero progetto è la realizzazione di una galleria, nel territorio di Tolve, lungo il nuovo tracciato tra la Basentana e la strada statale 96 bis. A conti fatti, secondo i tecnici, la realizzazione di questa opera consentirebbe di abbattere i tempi di percorrenza di almeno venti minuti. Potremmo trovarci davvero di fronte a una svolta, tenuto conto che dopo anni di parole e intenzioni, la strada è stata inserita tra quelle prioritarie e strategiche con atti di Governo. L’opera, infatti, è contenuta nell’allegato «infrastrutture e mobilità sostenibili» al Def 2022 presentato dal ministro Giovannini. La previsione di spesa di 350 milioni di euro è stata incrementata a circa 418 milioni. Ma attenzione a non farsi travolgere da facili entusiasmi. È vero che la presenza nel Def della Potenza-Bari certifica la volontà del Governo di realizzarla, ma è anche vero che ora occorre il via libera del Consiglio superiore dei lavori pubblici al progetto di fattibilità e la tempistica per il bando di assegnazione dei lavori è ancora indecifrabile.

La strada è di strategica importanza per lo sviluppo della Basilicata e, in particolare, del Potentino. Sono anni che tale opera viene esclusa dallo sblocco dei fondi da parte del Cipe che, evidentemente, ha sempre ritenuto eccessiva la spesa. «Le infrastrutture - sottolinea l’assessore regionale alla Mobilità, Donatella Merra - non si devono costruire solo dove ci sono tante persone ma, per la loro pianificazione, si deve tener conto del cosiddetto principio costi – benefici. Il costo di un’opera non può e non deve essere più il fattore ostativo per la sua realizzazione, posto che essa consentirebbe di muoversi in sicurezza. È questo un concetto importantissimo che stiamo sostenendo con tutte le Regioni del Mezzogiorno d’Italia. Il costo dell’opera è infatti sostenibile sia in relazione all’utenza e alla percorrenza, sia rispetto ai grandi hub che consente di raggiungere in sicurezza con il traffico merci e di persone. È basata su questi principi - conclude Merra - la nostra azione degli ultimi mesi sul collegamento veloce Salerno – Potenza – Bari, da quando il progetto di fattibilità tecnico economica è passato al vaglio del Consiglio superiore dei lavori pubblici».

L’intervento di sviluppo complessivo dell’arteria, pari a circa 59 km, si compone di due parti: la prima, suddivisa in due tronchi, prevede un tratto di circa 21 km di nuova realizzazione, dalla strada statale 407 alla strada statale 96bis, ed uno di circa 25 km relativo all’adeguamento della strada statale 96bis fino alla variante di Gravina, in provincia di Bari. La seconda parte prevede, invece, la realizzazione della nuova variante a nord di Altamura che sarà lunga circa 13 km. Tra le opere d’arte principali sono previste 3 gallerie naturali, 6 gallerie artificiali, 28 viadotti di nuova realizzazione, 4 viadotti da adeguare e un ponte.

L’opera rientrava già fra le previsioni programmatiche di realizzazione delle infrastrutture strategiche individuate dalla «Legge Obiettivo» ed era prevista nel Piano degli Investimenti delle opere infrastrutturali 2007-2011, nella sezione relativa agli ulteriori interventi. Eppure non si è «schiodata» dalla carta. Ecco perché anche oggi, nonostante la citazione della strada all’interno del Def, i lucani tendono ad essere scettici. Tante, troppe volte hanno assistito ad annunci roboanti puntualmente smentiti da anni di silenzi e immobilismo.

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