Martedì 28 Giugno 2022 | 11:26

In Puglia e Basilicata

Il caso

Italiani rapiti in Mali: è una famiglia di Potenza. Bardi: «Seguirò aggiornamenti con Farnesina»

Italiani rapiti in Mali: sono tutti e 3 originari di Potenza

Il ministero degli Esteri: «La nostra Unità di Crisi sta compiendo i dovuti accertamenti. Di Maio segue in prima persona la vicenda»

20 Maggio 2022

Redazione online

POTENZA -  Una famiglia di italiani, una coppia di Testimoni di Geova originari di Potenza e il loro figlio, è stata rapita in Mali, il pericolosissimo Paese del Sahel dove imperversano gruppi jihadisti e dove la Farnesina sta cercando di acquisire informazioni vagliando le poche disponibili. I tre rapiti, a quanto si è appreso nel capoluogo lucano, sono Rocco Langone, 64 anni, la moglie Donatella e il figlio Giovanni. Insieme a loro è stato sequestrato anche un cittadino del Togo.

Il sequestro è stato compiuto nella tarda serata di giovedì da «uomini armati», ha riferito una fonte della sicurezza maliana senza fornire dettagli su chi potrebbero essere i rapitori che hanno agito in località Sincina, nel sud-est del Paese. La fonte ha rivelato che sono in corso «contatti diplomatici», facendo intuire l’esistenza di trattative. La località del rapimento si trova «a una decina di chilometri da Koutiala», ha precisato un politico locale riferendosi a una cittadina situata a circa 100 km dal confine con il Burkina Faso e a 300 dalla capitale maliana, Bamako. I sequestratori erano «a bordo di un veicolo», ha riferito il politico parlando di «italiani» appartenenti ai Testimoni di Geova così come il togolese. La coppia non era in Mali per conto del movimento religioso cristiano e millenarista, ha precisato l’Associazione dei Testimoni di Geova del Senegal, responsabile per l’area: «Da quasi un anno - ha ricordato un suo portavoce - non abbiamo alcun missionario» né «alcun religioso» sul posto sebbene, come è ovvio, ci sono «Testimoni di Geova in Mali come in molte altre parti del mondo» che professano la propria fede.

«L'Unità di Crisi del Ministero degli Esteri sta compiendo le dovute verifiche e accertamenti» ha comunicato la Farnesina aggiungendo che «il Ministro Di Maio sta seguendo in prima persona l’evolversi della vicenda». Il Mali però è una sorta di buco nero del terrorismo islamico che sta entrando nell’orbita della Russia. Dal 2012 il desertico Paese è teatro di attacchi compiuti da gruppi jihadisti legati ad Al-Qaeda e all’Isis, oltre che da milizie e banditi, causando migliaia di morti tra civili e militari e centinaia di migliaia di sfollati nonostante il dispiegamento di forze Onu, francesi e africane. Un giornalista freelance francese di 47 anni, Olivier Dubois, era è stato rapito nell’aprile dell’anno scorso a Gao, nel nord, dal qaedista Gruppo di supporto per l’Islam e i musulmani (Gsim o Jnim), la principale alleanza jihadista del Sahel.

Il Mali, teatro di due colpi di stato guidati dallo stesso gruppo di colonnelli nell’agosto 2020 e nel maggio del 2021, è governato da una giunta militare che si è allontanata dalla Francia e dai suoi partner preferendo la Russia e i mercenari «Wagner» per frenare l’avanzata jihadista che ha raggiunto il centro del Paese e i confinanti Burkina Faso e Niger. Sottoposta a sanzioni della Comunità degli Stati dell’Africa occidentale (Ecowas), la giunta guidata del colonnello Assimi Goïta ha accantonato un suo impegno iniziale di restituire il potere ai civili dopo le elezioni che si sarebbero dovute tenere nel febbraio scorso. L’Alto rappresentante per la politica estera e di sicurezza dell’Ue, Josep Borrell, ha annunciato nelle ultime ore che sarà «presentato un piano per ridimensionare la nostra missione in Mali» dato che «non vedo più una prospettiva» per l’addestramento delle truppe locali.

Il «regno» dei testimoni di Geova

I tre potentini rapiti in Mali erano iscritti all’Associazione dei Testimoni di Geova del Senegal, competente pure per il Mali. Di loro da giorni non si avevano notizie. Dopo la pensione dei genitori, tutta la famiglia da qualche anno si era trasferita in Mali. Il sogno era quello di aprire una Sala del Regno, un luogo di culto, a circa 300 chilometri dalla capitale Bamako, a Sincina. Qui credevano di essere al sicuro, ma  al momento sono in pericolo. Sono stati tutti e tre prelevati a casa e portati su un pick-up. Insieme a loro anche un amico del Togo. La famiglia Langone, per integrarsi al meglio in Mali, aveva anche cambiato cognome in Coulibaly. Stando a quanto trapelato e al modus operandi dei banditi, sarebbero pronti a rilasciare gli ostaggi in cambio di soldi. Si tratta del primo rapimento che si è consumato nel sud-est del Paese ed è la prima volta che accade.

Le parole del governatore lucano

«Il mio pensiero alle famiglie di Rocco, Donatella e Giovanni, i tre potentini rapiti in Mali». Lo ha scritto su twitter il presidente della Regione Basilicata, Vito Bardi. «Seguirò personalmente - ha aggiunto - tutti gli aggiornamenti con la Farnesina».

La famiglia Langone, rapita in Mali, è originaria del Potentino, ma da anni è residente nella Brianza. Secondo quanto si è appreso nel capoluogo lucano, Rocco Langone, di 64 anni, lasciò la Basilicata una quarantina di anni fa per trasferirsi per lavoro in Lombardia. La moglie Maria Donata Caivano (ma conosciuta come Donatella) ha 62 anni, il figlio Giovanni Langone 43.

L'inquilino dei potentini: sono bravissime persone

«Sono andati via nel 2019, bravissime persone, sempre disponibili e al servizio degli altri». Così l’inquilino che vive in affitto in una porzione di abitazione della famiglia Langone, padre, madre e figlio rapiti in Mali, ha descritto i suoi padroni di casa. La famiglia, Rocco e Daniela, più il figlio Giovanni, originari di Potenza e poi trasferiti a Triuggio (Monza), tre anni fa hanno lasciato l'Italia per trasferirsi nel paese straniero dove, come confermato all’ANSA da Sergio Cazzaniga, rappresentante della comunità dei testimoni di Geova di Seregno (Monza), non avevano incarichi religiosi. In Italia è rimasto un altro figlio, Daniele, che però non ha voluto rilasciare dichiarazioni.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Lascia un commento:

Condividi le tue opinioni su

Caratteri rimanenti: 400

Carica altre news...

 

PODCAST

 

PRIMO PIANO

 
 
 
 
- News dai Territori -
 
Editrice del Mezzogiorno srl - Partita IVA n. 08600270725