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Stellantis, Melfi «trema»: i sindaci fanno quadrato. Gianni Pittella scrive a Draghi

Appello a Bardi: nel Recovery risorse per lo stabilimento

Stellantis, Melfi «trema»: i sindaci fanno quadrato

foto Tony Vece

Un dialogo sociale forte e una battaglia unitaria da mettere in campo per salvare un’area industriale che non interessa solo Melfi, ma l’intera Basilicata: con la mediazione del governo nazionale e di quello regionale sarà possibile. È quanto emerso nel corso di una seduta straordinaria che si è tenuta ieri, nell’aula consiliare del Comune di Melfi, per discutere proprio della vicenda Stellantis ed alla quale sono stati invitati i parlamentari lucani, i rappresentanti istituzionali - dai sindaci agli amministratori regionali e provinciali - e gli esponenti del mondo sindacale ed imprenditoriale. Grandi preoccupazioni sono state espresse dai partecipanti, per i possibili tagli occupazionali «che potrebbero interessare da subito, per via dei progetti di internalizzazione dei servizi, il settore della logistica, con la perdita di almeno un migliaio di posti di lavoro», come ha evidenziato in apertura della lunga seduta (che ha portato all’approvazione di un documento) il sindaco di Melfi, Livio Valvano, secondo il quale tra le priorità «c’è quella di tutelare il patrimonio produttivo regionale a partire dall’area industriale di Melfi, che tra Sata e indotto interessa circa 14 mila lavoratori».

Secondo il primo cittadino è forte l’esigenza «di garantire un futuro agli insediamenti produttivi e piena occupazione agli stabilimenti lucani. Per arginare le difficoltà del settore dell’Automotive è inoltre fondamentale una politica industriale frutto di un confronto sinergico tra le organizzazioni sindacali, le istituzioni locali e nazionali a tutela dei tanti lavoratori, delle loro famiglie e del futuro delle nuove generazioni». Numerosi gli interventi nel corso della seduta, sia in videoconferenza che in presenza, tra politici locali e nazionali e sindacalisti delle diverse sigle sindacali (Gerardo Evangelista della Fim, Marco Lomio della Uilm, Gaetano Ricotta della Fiom e Pasquale Capocasale in rappresentanza della Fismic). Impossibile, comunque, elencarli tutti gli interventi. Hanno dato il loro contributo, tra gli altri, i parlamentari Vito De Filippo, Salvatore Margiotta (Pd), Arnaldo Lomuti (M5S), Pasquale Pepe (Lega), il presidente di Confindustria Basilicata, Francesco Somma, i consiglieri regionali Marcello Pittella e Roberto Cifarelli (Pd), Mario Polese (Iv), l’assessore regionale alle Infrastrutture, Donatella Merra. Presenti, naturalmente, anche i componenti della giunta e del Consiglio comunale di Melfi, in sala insieme al presidente della Provincia di Potenza, Rocco Guarino, il vescovo di Melfi, Ciro Fanelli.

Dal dibattito è emerso che non serve fare solo un’azione di rivendicazione, ma è necessario far sì che la politica investa nel potenziamento del sistema Automotive, delle infrastrutture, dell’energia, grazie anche al fiume di fondi in arrivo con i progetti del Recovery. La proclamata unità di intenti tra le istituzioni, allo stesso tempo, renderà più facile il percorso, ma bisognerà anche chiedere maggiore chiarezza a Stellantis sulle strategie per Melfi e per la Basilicata. I primi cittadini dell’area Nord lucana, prima della seduta, avevano chiesto al governatore Vito Bardi di fare «quanto in suo potere presso il governo perché il Piano nazionale di ripresa e resilienza destini al più grande stabilimento metalmeccanico italiano le risorse che servono perché rimanga in vita e sia orientato verso una prospettiva produttiva credibile», ma anche di «porsi alla testa di una mobilitazione dell’intera comunità regionale che, già prostrata dalla pandemia, sarebbe definitivamente destinata alla desertificazione in assenza di un presidio produttivo». Nel documento, a firma dei primi cittadini di Atella, Banzi, Barile, Forenza, Genzano di Lucania, Ginestra, Lavello, Maschito, Melfi, Montemilone, Palazzo San Gervasio, Pescopagano, Rapolla, Rapone, Rionero in Vulture, Ripacandida, Ruvo del Monte, San Fele e Venosa veniva rimarcato che «lo stabilimento di Melfi è fra i più produttivi e innovativi d’Europa, e quindi non è possibile che non trovi una collocazione adeguata dentro strategie di gruppo e di settore». Il senatore lucano Saverio De Bonis, intanto, ha presentato un’interrogazione al ministro dello Sviluppo economico, Giancarlo Giorgetti in merito alla Fca. «Al Ministro - spiega il senatore - ho chiesto se vi sia l’intenzione di istituire un tavolo tecnico con il gruppo Stellantis, le istituzioni locali e le associazioni di categoria». Un appello al ministro Giorgetti era stato lanciato anche dall’assessore regionale ad Infrastrutture e Mobilità, Donatella Merra, che ieri ha annunciato investimenti per l’area di Melfi.

PITTELLA SCRIVE A DRAGHI SU MELFI -  ll senatore del Pd Gianni Pittella ha scritto una lettera al Presidente del Consiglio Mario Draghi per sollecitare l’attenzione del governo alla vicenda del Gruppo Stellantis a Melfi. lo annuncia un comunicato. "La riorganizzazione del gruppo automobilistico - sottolinea Pittella - va incoraggiata se volta a rendere più competitivi gli stabilimenti italiani, anche attraverso il contenimento degli sprechi e la riduzione della complessità di prodotto e progetto. L’interessamento del governo può significare risorse nel Piano Nazionale di Resilienza anche per la trasformazione dei processi nel tempo con elettrificazione e guida autonoma e può comportare il prezioso potenziamento delle Zes e un allegerimento del carico fiscale, sull'Irap, sull'energenia e sul lavoro. La riorganizzazione va invece scoraggiata se realizza tagli al personale in un Paese e, ancora di più, in un Mezzogiorno provato dalla pandemia e a forte tensione sociale». "Melfi - conclude - sarà la cartina di tornasole della nostra politica industriale e dei destini produttivi del Paese».

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