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Potenza, non è Capodanno Rai se non c'è «La Ricotta»

Il trio è formato dai fratelli Peppino e Tonino Centola e da Mario Ierace

Potenza, non è Capodanno Rai se non c'è «La Ricotta»

Capodanno Rai 1 da Potenza? «Zocchei! Zocchei!» (It’s ok! It’s ok!) risponde con il tormentone de «La scuola di Inglese» il trio potentino «La Ricotta». I fratelli Peppino e Tonino Centola con Mario Ierace, che hanno portato la Basilicata con la loro comicità fresca e genuina sul palco di Zelig e sui canali televisivi nazionali oltre che su teatri e piazze italiane, sono i protagonisti del quarto appuntamento con la rubrica della Gazzetta «Aspettando il 2020».
«Anche se la Ricotta non partecipa allo show di Mamma Rai. E non capiamo il perché? Ma fino all’ultimo aspettiamo il loro invito».

E nel frattempo?
«Non abbiamo preso impegni. Ci teniamo liberi per ogni altra eventuale chiamata della Rai o di ogni altro locale, ristorante o chi altro ci voglia. Al limite, poi ci godiamo il Capodanno in famiglia, invece, di fare 4-5 spettacoli di fila. Prima, infatti, il Capodanno lo passavamo sul Ponte Musmeci a guardare i fuochi. Lavorando tanto non potevamo permetterci il cenone di Capodanno in famiglia. Così, passando da un locale all’altro, la serata finiva inevitabilmente per scorrere lungo il ponte della città».

Insomma, diciamo che per via della crisi quest’anno non vi incontreremo sul Musmeci?
«No, no... quest’anno ci vedrete sul palco in piazza Prefettura o al massimo sotto!».

E quale sketch porterete?
«Per uno show internazionale, come quello di Rai 1, naturalmente, la scuola di Inglese o quella di Lucano, come preferiscono. O magari le tre vecchiette in chiesa, un classico che ben si sposa con la serata di fine anno. Vecchiette pimpanti che alla fine della messa invece di cacciare il rosario dalla borsa tirano fuori lo spumantino per brindare all’Anno che verrà».

O magari fare l’apertura a Luciana Littizzetto?
«La spalla alla Littizzetto, sarebbe una cosa grandiosa! A Saint Vincent, proprio noi tre che ci affacciavamo in quel mondo straordinario, abbiamo fatto l’apertura proprio a Lucianina. E qualche anno dopo, quando ci siamo incontrati di nuovo, lei ci ha sorriso e con la sua ironia ci ha detto “Mamma, questa ricotta sta sempre tra i piedi!”».

Da oltre 30 anni insieme, una vita sul palco per la Ricotta, ma qual è stato il momento più bello?
«La prima vittoria al festival di Grottammare, poi il «Premio Massimo Troisi», il titolo di gruppo comico dell’anno, Zelig, l’incontro con i più grandi comici italiani».

Il sogno impossibile della Ricotta per l’ultimo dell’anno?
«Duettare con Totò.... ma è impegnato in altri Capodanni sicuramente».

Nel 2016 eravate in piazza?
«Sì. È stato molto bello e lo sarà anche quest’anno, ma speriamo che i gruppi lucani abbiano uno spazio prima della mezzanotte».

Quale vip vorreste sul palco?
«Pupo, perché ci piace, oppure Malgioglio. Più di questi non mettono. Poi, quelli che ci piacevano sono tutti morti: Lucio Dalla, Pino Daniele, Mango. Ma sul palco chi deve essere autorevole, è chi conduce: il vero vip è Amadeus. È lui che conduce la festa e ha il vero potere di trasformare una qualsiasi festa in una grandissima».

E con una città che si prepara per offrire al pubblico la sua immagine più bella?
«L’attesa si sentiva di più nel primo Capodanno potentino. Meno male che sono finalmente arrivate le luminarie. Dovevamo andare a Matera per sentire che è quasi Natale! E basta con la piazza, i pali della discordia, la pavimentazione! Apprezziamo tantissimo la piazza di Gae Aulenti. Ha realizzato qualcosa che è Potenza».

Un aneddoto legato al Capodanno?
«Stavamo facendo una serata in un ristorante potentino durante il cenone di Capodanno. Noi ci esibivamo e loro mangiavano. Quindi, per noi, il cenone si è ridotto solo a un piatto di brodo e un gamberone. Con conto finale scalato dal cachet. E poi a casa solo i rimasugli».

La Ricotta ha un curriculum pazzesco: da Zelig, 2008-2013 (in media 7 milioni, con punta massima di 8.7 milioni di spettatori a puntata) ai cabaret, ai teatri, a tutte le televisioni d’Italia, al cinema. Avete lavorato, tra gli altri, con Pippo Baudo, Carlo Conti, da Adriano Aragozzini e Amadeus. Ma la Ricotta è ancora fresca?
«Si mantiene sempre fresca, ci siamo riciclati anche noi, ma non siamo nell’umido. Ci siamo riversati nel teatro e anche nelle regioni limitrofe, in Puglia con i Mudù. Con “Portati una sedia”, abbiamo portato la comicità nelle piazze».

E anche voi tre siete rimasti sempre gli stessi?
«Peppino e Mario: scemo e più scemo. Tonino fa l’intellettuale... finto. Mario è anche l’economo: il cassiere di Capodanno».

Tutti i protagonisti di questa rubrica hanno avuto un pensiero per Mango...
«La Ricotta era alla serata dedicata a Mango con Laura Valenti e con i Tarantolati, che hanno chiuso la serata alla Triennale di Milano, cantando una canzone di Mango. Lo abbiamo incontrato a Brienza in uno dei suoi ultimi concerti. Gli facevamo l’apertura. E a Maratea, quando lo incontrammo nella piazzetta con la moglie e i figli, gli chiedemmo cosa ci faceva lì. E lui? “Sono venuto a vedere la Ricotta”. Eravamo, infatti, nel cartellone dell’estate».

Torniamo al Capodanno, come sarà il vostro cenone, ovviamente preparato da “Mast’Chef” Mario?
«Antipasto mare e monti. Il pesce perché Mario è vegano. “Il pesce mangia il plancton e quindi è vegano e tra vegani ci si mangia”. Niente zampone, Peppino non ha più le mani e i piedi: sono stati tagliati negli ultimi anni. Le lenticchie no, perché siamo sfondati di soldi. Sostituite dai fagioli per sparare fuochi pirotecnici a colori. Mentre a Napoli hanno il pallone di Maradona, noi abbiamo la “stella copeta”, che è un fuoco. Per dolce: struffoli con miele e torrone morbido per i senza denti. Da bere solo spumante dolce moscato lucano».

Vegani anche Peppino e Tonino?
«Assolutamente. Lenticchie, zampone e cotechino non devono mancare, anche dopo una lauta cena e siamo tutti pieni. Certo invidiamo Mario. Lui è particolare perché quando ha fame mangia. Noi siamo legati agli orari e poi siamo obesi».

Un ricordo legato al Capodanno per i fratelli Centola?
«Nostro padre chiudeva tutte le serrande, da piccoli non abbiamo mai visto i i fuochi per i timore che ci sparassero in casa»

E per Mario?
«Quando sparavano i fuochi tutti chiudevano le persiane perché mio padre era fuori a sparare. E ovviamente Peppino si teneva al riparo da lui».

Il prossimo spettacolo della Ricotta?
«In primavera. “Trova la prova“»”, una commedia scritta da un giornalista lucano. Uno scandalo sulla sanità. Una causa davanti al gip che deve trovare le prove. Echi di vicende giudiziarie lucane, comuni in tutta Italia, tra politici corrotti e clientele. Poi stiamo scrivendo un film che speriamo qualcuno ci finanzi».

Insomma, per concludere fino ad oggi Mamma Rai non vi ha ancora chiamato?
«Mai disperare. Intanto abbiamo dato appuntamento ad Amadeus. Gli abbiamo detto che ci vediamo, a Potenza, al bar di Parco Mondo, dalle 10 alle 11. Perché , dalle 11 alle 12, ci dobbiamo vedere con con Carlo Conti. Altrimenti, gli lasciamo, comunque, un caffè sospeso, come fanno a Napoli».

(foto Tony Vece)

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