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Viggiano, perdite al Cova: si va a processo. Ipotizzato disastro ambientale

Fissato il processo immediato per Enrico Trovato. Altri 8 indagati oltre all’Eni

Centro Oli Val d'Agri a Viggiano

POTENZA - Inizierà il prossimo 28 ottobre il processo sugli sversamenti al Centro Olio Val d’Agri di Viggiano dell’Eni. Il Gip Ida Iura, accogliendo la richiesta avanzata dalla procura, ha citato a giudizio immediato Enrico Trovato, responsabile della struttura dal 23 settembre 2014 al 31 gennaio 2017. trovato, nello scorso aprile, era stato sottoposto agli arresti domiciliari e il perdurare della misura cautelare ha portato al giudizio immediato.
L’accusa è pesante: disastro ambientale come previsto dall’articolo 452 quater del codice penale che prevede pene possibili fino a 15 anni.

L’accusa nella sua essenzialità, è che pur sapendo delle perdite che si verificavano già dal 2012 dai serbatoi di stoccaggio del greggio non avrebbe detto nulla né posto in essere le condotte per evitare tale situazione, determinando un disastro ambientale, accertato ufficialmente solo a febbraio 2017, e consistito si nella grave compromissione della qualità delle acque superficiali in zona Fossa del Lupo, per la presenza di solventi organici aromatici in concentrazione oltre, sia nella grave compromissione delle acque sotterranee all’interno e all’esterno del Cova e ancora nella compromissione di suolo e sottosuolo all’interno del Cova. Una situazione che costrinse la Regione a disporre l'interruzione del flusso di acque del drenaggio fatto nella zona industriale per evitar il propagarsi dell’inquinamento verso il fiume Agri e l’invaso del Pertusillo.

Per l’accusa Trovato non avrebbe mai comunicato le perdite verificatesi nel 2012 dal serbatoio A e nel 2013 dal serbatoio C e non avrebbe proceduto alle necessarie ispezioni negli altri due serbatoi pur sapendo che erano degradati.
Fatti di cui Trovato risponde per il periodo di sua responsabilità e che chiamano in causa anche i precedenti responsabili del centro, Ruggero Gheller, che ha ricoperto lo stesso ruolo dal 4 ottobre 2011 al 22 settembre 2014 e Andrea Palma, responsabile delle attività di Manutenzione del Centro Olio dal febbraio 2011 al luglio 2013, ma per i quali non può essere formulata l’ipotesi di disastro ambientale poiché tale reato è entrato nel codice solo dal 29 maggio 2015.
Il processo per Trovato, tuttavia, non esaurisce il filone. E se Gheller e Palma vengono individuati espressamente come concorrenti nella condotta di Trovato (ma prevedendo un iter differenziato) l’inchiesta venuta alla luce 6 mesi fa, conta in totale altri 9 indagati, tra cui la stessa Eni, per i quali si procederà separatamente. L’accusa, sulle singole posizioni, dovrà decidere se richiedere l’archiviazione o, in caso contrario, procedere con la conclusione delle indagini e la richiesta di rinvio a giudizio al Gip.
La richiesta di giudizio immediato mostra, tuttavia, un orientamento almeno relativamente ad alcune ipotesi di reato. Ipotesi che, per alcuni versi, ricalcano le accuse contenute nel memoriale dell’ingegnere Eni suicida nel 2013, Gianluca Griffa, che parlava di perdite dai serbatoi note ma taciute

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