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Sanitopoli lucana

Potenza, torna manager arrestato:
si dimette il direttore sanitario

Motivo della contesa il pagamento della indennità (decurtata) che Chiarelli - rimesso in liberà - avrebbe percepito durante la detenzione domiciliare

Potenza, torna manager arrestato:si dimette il direttore sanitario

Si è presentato in ufficio mercoledì mattina. Esattamente come aveva fatto sino al 6 luglio scorso, prima che l’inchiesta sulla sanitopoli lucana lo travolgesse con gli arresti domiciliari. Dopo 82 giorni di lontananza Giovanni Chiarelli, al vertice dell’ Azienda sanitaria del Potentino, è tornato nella sede della Asp. Per riprendere quel lavoro da commissario che non aveva mai lasciato. Non si era dimesso durante il periodo di detenzione domiciliare come aveva fatto il suo collega Piero Quinto, commissario della Asm del Materano, finito anch’egli agli arresti nell’ambito dello stessa inchiesta. Non si era messo in aspettativa. Non era stato neanche rimosso dalla stessa Regione come nel caso del direttore generale della Asl di Bari, Vito Montanaro, pure lui ai domiciliari per l’indagine lucana.

Era stato semplicemente sospeso come prevedono le norme ed una volta rimesso in libertà, per prima cosa, è rientrato al lavoro.

Il suo arrivo, però, non è stato senza contraccolpi. Anzi, non sono passate 48 ore che lo scontro nella Asp del Potentino è esploso. Portando alle dimissioni di colui che lo stesso Chiarelli, subito dopo la nomina, aveva indicato - preferendolo anche al direttore amministrativo - come suo vice: il direttore sanitario Massimo De Fino. Quest’ultimo per quasi tre mesi ha guidato l’Azienda sanitaria, finita al centro delle polemiche e degli attacchi. Mercoledì, però, il quadro è cambiato. Chiarelli è tornato e De Fino sarebbe dovuto rientrare nella sua funzione di direttore sanitario. Cosa non successa. Sul suo tavolo Chiarelli ha trovato la lettera di dimissioni.

Il motivo? Ufficialmente nessuno sembra saperlo. Ufficiosamente, però, sono in diversi a ripetere che la scelta sarebbe stata legata non solo al rientro di Chiarelli ma soprattutto alla richiesta che il commissario, durante il periodo di detenzione, avrebbe inoltrato alla Asp sull’ «l’indennità alimentare» (ossia lo stipendio decurtato che viene dato) che avrebbe dovuto percepire. Secondo il contratto collettivo nazionale di lavoro, ratificato dalla Regione Basilicata, in caso di «legittimo impedimento» i consiglieri ed i dirigenti sospesi hanno diritto ad una indennità alimentare che è pari al 50 per cento del loro stipendio. Il punto, però, è che De Fino avrebbe calcolato l’indennità di Chiarelli sulla base della sua qualifica di dirigente amministrativo della ex Usl di Lagonegro. carica da cui è in aspettativa non retribuita dal 2015 (pari a 3mila 300 euro lordi) mentre per il legale di Chiarelli l’indennità va calcolata sull’attuale incarico di commissario pari a 11mila e 600 euro lordi.

A dirimere la questione sarebbero stati investiti anche l’Ufficio legale e quello del personale della Regione ma ufficialmente non sarebbe stata data alcuna risposta. Così la vicenda è rimasta insoluta e a Chiarelli sarebbe stata versata l’indennità alimentare decisa da De Fino. Il ritorno sulla sua poltrona da commissario, a quel punto, avrebbe spinto il facente funzioni a dimettersi.
Come finirà è difficile da dire. Nessuno parla. Né il commissario facente funzioni che si è dimesso, né il commissario tornato in ufficio che piuttosto si affida ad un laconico «no comment per rispetto istituzionale e dell’Autorità giudiziaria, coerentemente con la posizione tenuta fino ad oggi su tutta la vicenda». Di certo, però, c’è da più parti la volontà di smorzare i toni e mediare sull’intera vicenda. Tanto che già la prossima settimana è previsto un incontro tra Chiarelli e De Fino per discutere delle dimissioni. Nell’attesa che all’Azienda sanitaria del Potentino arrivino i nuovi vertici. Perché se è vero che Chiarelli è tornato a fare il commissario, è altrettanto vero che già da settimane è al lavoro la Commissione di tecnici esterni (dei vari enti sanitari nazionali compreso il Ministero) chiamata dalla Regione a valutare le candidature alla carica di direttore generale delle due Aziende sanitarie lucane e dell’Azienda ospedaliera «San Carlo».

Tra screening dei curriculum e colloquio con i candidati ritenuti idonei ci vorrà ancora poco ed alla Asp di Potenza siederà un nuovo dg. Che forse potrebbe essere lo stesso dimissionario De Fino dato che la sua candidatura è sul tavolo, a differenza di quella di Chiarelli.

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