Libri
Bisceglie: Andrea Colamedici e Maura Gancitano presentano online «Prendila con Filosofia»
L'appuntamento è per il 19 febbraio sulla pagina Facebook delle Vecchie Segherie Mastrototaro: «Mettiamo insieme cultura alta e pop senza pregiudizi»
Si chiama Prendila con Filosofia, ed è il libro che Andrea Colamedici e Maura Gancitano, filosofi e scrittori, ideatori del progetto Tlon (scuola di filosofia, casa editrice, libreria-teatro e agenzia di eventi), presenteranno online concludendo il primo ciclo di Case di Carta, dialoghi con autori ed editori, iniziativa della libreria Vecchie Segherie Mastrototaro di Bisceglie (Bt). L'appuntamento per la presentazione del manuale di fioritura personale, edito da HarperCollins Italia, è per venerdì 19 febbraio alle 19.30 sulla pagina Facebook @VecchieSegherie.
Prendila con filosofia è «un metodo ma anche un gioco; un saggio divulgativo ma anche un prontuario di divinazione; uno studio rigoroso ma anche una successione fluida di capitoli, infilati l’uno dopo l’altro come perle in una collana. È una mappa incompleta per inoltrarti nel labirinto del mondo. Una bussola che non punta al nord. Una strada che non conduce da nessuna parte. Una serie di pagine rilegate e tenute insieme da una copertina, ma anche un insieme di istruzioni botaniche e un esercizio di immaginazione. Tutto con un unico scopo: insegnare a fiorire». E proprio di questo abbiamo parlato con Andrea Colamedici, in vista dell'impegno pugliese.
Insegnare a fiorire: cosa si intende?
«Noi siamo calati in una società che ci obbliga sempre a crescere, aumentare il "fatturato interiore". Invece per esempio i greci parlavano di fioritura, non era importante la data di nascita, ma la data di fioritura, quando uno raggiungeva la massima espressione di sé. Fiorire è diventare quello che si è, far emergere l'interiorità»
Qual è l'intento di fondo del libro e in generale di Tlon?
«Mostrare quanto è affascinante la complessità, andare a fondo nelle cose, attraverso la filosofia e la letteratura. Non c'è distinzione tra cultura alta o bassa, dobbiamo accompagnare le persone non a trovare le risposte, ma ad "abitare meglio le domande che hanno", avvicinandole alla conoscenza. E lo facciamo attraverso gli incontri, i festival, i social, i podcast. Ci sono stati uomini e donne che facevano lavori manuali, in imprese di pulizie, che dopo aver ascoltato i nostri podcast hanno deciso di iscriversi all'università. Meraviglioso»
La vostra più grande soddisfazione?
«Aver messo insieme il mondo accademico e quello pop senza che nessuno dei due avesse gli stessi pregiudizi di prima. Abbiamo messo sullo stesso palco professori internazionali con cantanti, scrittori, e nessuno si è mai sentito fuori posto, il dialogo non è mai mancato. È bello mettere vicino tante realtà che si "guardano male", diventano spunti interessanti e pieni di entusiasmo»
Un discorso molto democratico. Democratica è anche una piattaforma social come Clubhouse, su cui siete molto attivi. Qual è il limite di un social 'solo voce'?
«Clubhouse è interessantissimo. Da filosofo ne vedo i limiti, l'ossessione per i follower, la voglia di mostrare il proprio curriculum, però disfarsi della faccia e metterci la voce, creare stanze orizzontali, permette di fare cultura e intrattenimento. Si smette anche di idealizzare il vip, puoi tirare fuori quello che hai da dire»
Una presentazione online, per forza di cose. Che limiti ha rispetto agli eventi dal vivo?
«Siamo sicuramente fortunatissimi, è bello poter fare qualcosa, ma la parte più bella delle presentazioni era il caffè al bar, il fermarsi a parlare con la gente per il firmacopie. Sui social al massimo vedi il commento. È il superfluo che diventa essenziale, la voglia di andare in giro per l'Italia per incontrare i lettori, sentire la loro energia, e purtroppo sui social arriva fino a un certo punto»