turismo e territorio
Policoro ha presentato il dossier per la Capitale italiana del mare 2026
Si tratta dell’inizio di una nuova stagione di valorizzazione de territorio partendo dal patrimonio inestimabile del mar Jonio.
Non un semplice anno di eventi speciali, ma l’inizio di una nuova stagione di valorizzazione de territorio partendo dal patrimonio inestimabile del mar Jonio. Con lo slogan «Policoro, l’approdo del futuro», l’Amministrazione comunale ha presentato pubblicamente in municipio (nelle foto di Genovese, ndr) il dossier di candidatura a prima «Capitale italiana del mare 2026», che ambisce a trasformare la costa jonica in laboratorio di sviluppo sostenibile. Una competizione sostenuta da 85 partner, tra università, istituzioni, operatori turistici e culturali, per un’iniziativa corale di tutta la Basilicata con la parola d’ordine «responsabilità».
Un impegno verso il proprio territorio, verso il Mediterraneo e un’idea di sviluppo che non separa crescita, tutela ambientale e coesione sociale. Policoro approdo del futuro è una visione che propone il mare come infrastruttura strategica, culturale ed economica, capace di orientare politiche pubbliche di lungo respiro. Nel dossier 12 Linee di azione distribuite sui mesi dell’anno, affrontano in modo unitario temi centrali per il futuro delle aree costiere e anche le priorità: economia marittima sostenibile, formazione e innovazione, tutela della biodiversità, valorizzazione culturale del mare, sport e inclusione sociale. In questa visione, Policoro si propone come laboratorio costiero nazionale e mediterraneo, capace di coniugare ricerca scientifica, imprenditoria, turismo responsabile e partecipazione delle comunità. Questa prospettiva si traduce nella volontà di fare del mare un luogo di educazione civica e culturale, rafforzando la consapevolezza collettiva del suo valore come bene comune. La tutela degli ecosistemi costieri e marini, la diffusione della conoscenza scientifica e la promozione di pratiche inclusive diventano parte integrante di una nuova idea di cittadinanza marina. Un elemento distintivo della candidatura è anche la forte dimensione simbolica attribuita al Mediterraneo, in un contesto segnato da conflitti, disuguaglianze e pressioni ambientali crescenti, dove Policoro rivendica il mare come spazio di relazione, dialogo e cooperazione tra i popoli proprio come Matera che è già Capitalia mediterranea del dialogo.
Non un confine, ma un ambiente generativo di civiltà, conoscenze e scambi, in continuità con la lunga tradizione mediterranea. Il coordinatore scientifico del dossier, Fabio Pollice, ha parlato di «un’analisi di esigenze e aspettative della comunità nella sua dimensione marittima», che per dirla con con Paolo Gull dell’università di Salerno porterà a una «riappropriazione del mare, da parte di chi nei secoli l’aveva un po’ messo da parte». Francesco Martorella dell’Università della Basilicata ha parlato di Policoro come «focus privilegiato nella ricerca archeologica e antropologica, che porta l’ateneo a sostenere il progetto». Il sindaco, Enrico Bianco, ha parlato di «un’apertura attiva all’economia e alla prospettiva culturale del mare, per produrre sviluppo partendo da questo elemento». La concorrenza è agguerrita, con 54 candidature arrivare al ministero per le Politiche del mare. Si è conclusa la fase istruttoria e probabilmente la prossima settimana si conoscerà la città vincitrice, a cui andrà un milione di euro. In definitiva la candidatura si presenta come una proposta di metodo, oltre che di merito: un invito a ripensare il rapporto tra città e mare come asse strategico per le politiche pubbliche del Paese.