l'indagine

«Il crac delle Rsa salentine», Schettino e gli altri indagati non rispondono al gip

Le residenze sanitarie di San Donaci e Miggiano dichiarate fallite nel 2021: l'accusa della Procura di Lecce è di bancarotta fraudolenta

Sceglie davanti al giudice la via del silenzio, Michele Schettino, 50enne di Brindisi, dopo la richiesta di arresti domiciliari della Procura, nell’inchiesta sulla bancarotta fraudolenta della Grs srl, società di Carmiano che gestiva le residenze socio-sanitarie per anziani di Miggiano e San Donaci, dichiarata fallita nel 2021.

Michele Schettino, secondo l’accusa, amministratore di fatto della Grs e dominus della gestione societaria, nel corso dell’interrogatorio preventivo di oggi 9 aprile davanti al gip Maria Francesca Mariano, assistito dagli avvocati Antonio La Scala e Antonio Bolognese, si è avvalso della facoltà di non rispondere, ma ha presentato una memoria difensiva. Stesso discorso per Giovanni Vurro, 49enne di Adelfia (Bari), amministratore di diritto (per un certo periodo) della Grs. Per lui, sono stati chiesti, come per Schettino, gli arresti domiciliari ed è difeso dagli avvocati Nicola Oberdan Laforgia e Lea Bolognese.

Anche, Francesco De Marco, 54enne residente a Bologna, amministratore di diritto di un’altra società fornitrice, difeso dall’avvocato Raffaele Benfatto, si è avvalso della facoltà di non rispondere, davanti al gip. Invece, Luigi Lucca, 65enne di Mola di Bari, amministratore di diritto delle società utilizzate dalla Grs, ha rinunciato all’interrogatorio, attraverso un certificato, presentato dal suo legale, l’avvocato Nicola Parente. Per De Marco e Lucca, la Procura ha chiesto il divieto di esercitare attività d’impresa e ricoprire incarichi direttivi.

Il giudice dovrà decidere se accogliere le richieste del pm per i quattro indagati. Secondo l’accusa, Schettino e Vurro avrebbero effettuato operazioni finanziarie per sottrarre risorse al patrimonio aziendale, attraverso la distrazione di somme di denaro, per svariate migliaia di euro. Non solo, Schettino avrebbe anche acquistato con i soldi della società, tra le altre cose, anche una Mercedes ed una abitazione. I nove indagati complessivi rispondono a vario titolo di bancarotta fraudolenta patrimoniale e documentale, nell’ambito dell’inchiesta coordinata dal pm Alessandro Prontera e condotta dai finanzieri di Lecce.

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