le indagini

«Visite private in ambulatorio pubblico di Lecce», il medico Trianni e l'infermiera fanno scena muta e restano in carcere

Entrambi si sono avvalsi della facoltà di non rispondere dinanzi al gip. Il legale difensore della donna aveva avanzato richiesta di revoca per motivi di salute, incassando il parere negativo del pm e il rigetto da parte del gip

Restano agli arresti domiciliari il cardiologo salentino Massimo Trianni e la sua collaboratrice, un’infermiera di 55 anni, arrestati martedì scorso dai carabinieri del Nas accusati a vario titolo di peculato, falso ideologico, accesso abusivo a sistema informatico e truffa aggravata ai danni dell’Asl.

Il gip Giulia Proto al termine dell’interrogatorio di garanzia durante il quale i due indagati si sono avvalsi della facoltà di non rispondere, ha convalidato per entrambi la misura della detenzione domiciliare. Il legale difensore della donna aveva avanzato richiesta di revoca per motivi di salute, incassando il parere negativo del pm e il rigetto da parte del gip per il quale l'indagata denoterebbe «una inclinazione al raggiro tale da non consentire di ritenere cessate le esigenze cautelari».

Trianni, dal primo aprile in pensione, in concorso con la sua collaboratrice, è accusato di reiterate presunte prestazioni in nero durante l’attività di intramoenia al Poliambulatorio Asl di piazzetta Bottazzi a Lecce.

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