Serie A
Lecce e la missione salvezza: dodici «esami» da superare
Più gare in trasferta (sette) che in casa per i salentini, cinque gli scontri diretti
Dai 15 punti del duo composto da Verona e Pisa ai 29 del Cagliari, passando dai 24 di Lecce, Cremonese e Fiorentina e dai 27 di Torino e Genoa, ci sono otto squadre in lotta per evitare la retrocessione nella serie cadetta.
Né possono sentirsi al sicuro il Parma e l’Udinese, a quota 32. Infatti, se hanno ancora diritto di sperare le ultime due della classe, che sono a -9 dalla zona-salvezza, non si vede perché dovrebbero essere considerati tranquilli emiliani e friulani, che sono a +8 da quella terz’ultima piazza che porta al declassamento. Anche se è innegabile che il loro margine sia significativo.
Come va considerato, in questo contesto, il cammino del Lecce negli ultimi dodici turni? I salentini disputeranno cinque gare in casa e sette in trasferta. Tra le pericolanti che prendiamo in considerazione, ovvero le ultime otto, solo il Genoa avrà un percorso analogo: cinque match interni e sette esterni. Verona e Cremonese saranno impegnate sette volte al cospetto del pubblico amico e cinque in campo avverso, mentre Pisa, Fiorentina e Torino giocheranno sei partite tra le proprie mura e sei lontano dal proprio stadio.
Ad analizzare i dati fatti registrare sino ad oggi, per la formazione allenata da Eusebio Di Francesco non c’è quasi differenza, in termini di bottino conquistato, a seconda che si cimenti in casa, dove ha una media di 0,93 ad incontro, o in trasferta, dove la media scende a 0,92. Un discorso analogo vale per il Verona (0,58 contro 0,57) e per il Torino (1,08 contro 1,00). Il divario cresce un po’ per Cagliari (1,23 contro 1,00), Genoa (1,14 contro 0,92), Fiorentina (1,00 contro 0,85) e Cremonese (1,00 contro 0,86), mentre la situazione si capovolge per il Pisa, che ha una media di 0,54 punti a partita sul proprio terreno e di 0,62 lontano dal «Romeo Anconetani».
Un’altra discriminante, nell’economia del calendario delle ultime dodici giornate, è costituita dal numero di sfide contro le big del torneo, dando questa etichetta alle prime sette della classifica generale, che sono in lizza per l’ingresso in Champions, Europa e Conference League. Ebbene, da qui alla conclusione, il Lecce dovrà vedersela contro Como (sabato alle 15), Napoli e Roma, in trasferta, Atalanta e Juventus, in casa. Cinque confronti ad elevatissimo tasso di difficoltà, in considerazione della cifra tecnica degli avversari.
Di questi match ne dovrà disputare sette il Verona (Napoli, Atalanta, Milan, Juventus, Como, Inter e Roma), sei il Genoa (Inter, Roma, Juventus, Como, Atalanta e Milan), cinque il Cagliari (Como, Napoli, Inter, Atalanta e Milan), quattro a testa Pisa (Juventus, Como, Roma e Napoli), Fiorentina (Inter, Roma, Juventus ed Atalanta) e Torino (Napoli, Milan, Inter e Juventus all’ultimo turno per un derby che potrebbe rivelarsi incandescente se ancora decisivo ai fini degli obiettivi delle due squadre), tre la Cremonese (Milan, Napoli e Como).
Il Lecce (contro Cremonese e Fiorentina, in casa, Verona e Pisa, in trasferta, ed infine Genoa al «Via del Mare», nella giornata conclusiva), il Pisa (contro Cagliari, Torino, Genoa, Lecce e Cremonese) e la Cremonese (contro Lecce, Fiorentina, Cagliari, Torino e Pisa) sono le pericolanti che dovranno giocare più scontri diretti: cinque. Ne disputeranno quattro il Verona (contro Genoa, Fiorentina, Torino e Lecce), la Fiorentina (contro Cremonese, Verona, Lecce e Genoa), il Torino (contro Pisa, Verona, Cremonese e Cagliari) ed il Genoa (Verona, Pisa, Fiorentina e Lecce). Solo tre il Cagliari (contro Pisa, Cremonese e Torino).
Potrebbe accadere, però, che quello che oggi si preannuncia a tutti gli effetti come un match contro una big in lizza per l’Europa oppure uno scontro diretto in chiave permanenza non lo sia realmente nel momento in cui verrà proposto dal calendario, a seconda di quanto e di come cambierà fisionomia la graduatoria. Insomma, è già esercizio complicato tentare di effettuare analisi relative a due, massimo tre turni, con il coinvolgimento di un minor numero di team. Figurarsi se le compagini sono otto e le giornate dodici. Senza dimenticare, tra l’altro, che poi il campo si fa beffa dei ragionamenti costruiti a tavolino ed in quest’ottica basti rammentare la vigilia di Lazio-Lecce della scorsa stagione, con i salentini dati da tutti per spacciati al cospetto di un complesso che «doveva» approdare in Champions o, quanto meno, in un’altra coppa europea, e poi invece vincenti. L’unica strada percorribile è quindi quella più volte indicata dai vertici del Lecce: concentrarsi e preparare al top sempre e solo la prossima partita, dando tutto con l’intento di aggiungere uno o più «mattoncini» nella costruzione della salvezza, senza impelagarsi in calcoli che spesso si rivelano inutili anche quando si arriva in vista del traguardo.
Il Lecce è quindi proiettato verso la trasferta di Como, che si preannuncia complicatissima. Ma Falcone e compagni dovranno comunque credere in se stessi e provarci, con la consueta compattezza e magari con un pizzico di coraggio in più.