Ennesimo episodio

Lecce, sventato un attentato alla giudice Mariano: un ordigno intercettato dalla scorta

Il congegno, collegato con una miccia alla bombola del gas, era stato collocato in un locale di pertinenza della famiglia in una località del Salento. Lunga la sequela di intimidazioni nei confronti della giudice, sotto scorta dal 2023

Un ordigno esplosivo di fattura artigianale, pronto a deflagrare, è stato intercettato nei giorni scorsi dagli agenti della scorta della giudice Maria Francesca Mariano, magistrata in servizio al Tribunale di Lecce da anni nel mirino della criminalità organizzata. L’intimidazione nei confronti della giudice leccese Maria Francesca Mariano si sarebbe verificata domenica scorsa a Galatina, paese di origine della magistrata. 

Secondo quanto si apprende, l'ordigno era stato collocato in un locale di pertinenza della famiglia della giudice, in una località del Salento. Il congegno era collegato con una miccia a una bombola del gas, in una configurazione che avrebbe potuto innescare un'esplosione devastante. Sul posto sono intervenuti gli artificieri e gli investigatori, che hanno messo in sicurezza l'area e avviato accertamenti. Sull'episodio, per la estrema delicatezza della situazione, vige il massimo riserbo da parte della Procura e delle forze dell'ordine.

L'attentato mancato rappresenta l'ennesimo, gravissimo atto intimidatorio nei confronti del magistrato, che dal novembre 2023 vive sotto scorta 24 ore su 24. La giudice Mariano è da tempo un obiettivo sensibile per la sua attività inquirente, in particolare per i provvedimenti presi nell'ambito dell'operazione "The Wolf" che portò all'arresto di 22 affiliati al clan Lamendola-Cantanna, ritenuto contiguo alla Sacra Corona Unita.

Nel gennaio scorso una lettera con cui le si augurava la morte era stata recapitata direttamente nel suo ufficio al Palazzo di Giustizia di viale De Pietro. Nel novembre 2025, mentre era in visita alla tomba del padre defunto nel cimitero di Galatina, trovò nel vaso accanto alla sepoltura mezza testa di capretto, un coltello dal manico di legno e un nastro di carta con una scritta minacciosa: «Prima o poi».

Mariano è stata bersaglio di minacce e simboli macabri più volte. Nel febbraio 2024, davanti alla sua abitazione di Lecce, era stata trovata una testa di capretto infilzata da un coltello da macellaio e accompagnata da un biglietto con la scritta “Così”.  Nell’ottobre dello stesso anno, un ritaglio di giornale con la sua foto, incorniciato da un disegno di bara e croci nere, era stato lasciato nell’aula del Tribunale di Lecce dove la giudice era impegnata in udienza. Il materiale fu sequestrato dagli agenti della Squadra Mobile, coordinati dalla Procura di Potenza, che indaga sulle intimidazioni subite dalla magistrata e dalla pm della Dda di Lecce, Carmen Ruggiero.

Entrambe sono da tempo nel mirino di gruppi criminali. Hanno ricevuto lettere minatorie e subito tentativi di aggressione durante gli interrogatori.

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