L'intervista

Georgia Tramacere: «Porto il Salento in Unione Europea: lotterò per i giovani e la Coesione»

michele de feudis

La «prima eurodeputata della sinistra salentina» da oggi 24 febbraio sarà incardinata nelle commissioni del parlamento Ue dopo essere subentrata al governatore Antonio Decaro

Georgia Tramacere, da oggi sarà incardinata nelle commissioni del parlamento Ue dopo essere subentrata al governatore Antonio Decaro. Quale è la sua missione a Bruxelles?

«Arrivo in corsa: mi aspettano settimane di rodaggio. Gli obiettivi sono quelli del mio impegno politico da sempre: avvicinare le persone alle istituzioni e provare a trasformare le istanze dei territori in azioni politiche. L’Europa sembra lontana e mi piacerebbe rendere l’istituzione comunitaria più attenta alle ragioni del Sud».

La vedremo nella commissione…

«Pierfrancesco Maran andrà a guidare la Envi, e io andrò nella Imco, per il mercato interno, e nella Regi».

Un passo indietro. Come nacque la candidatura?

«Antonio Decaro chiese al Pd Salento di esprimere una candidatura femminile. Donato Metallo si fece carico di questo percorso: mi propose di correre e di fare questa esperienza. Non pensavamo di vincere. Tutto il Pd salentino però mi ho offerto una straordinaria collaborazione. Sono la prima eurodeputata della sinistra salentina…».

Come nasce il claim “Mena” Antonio?

«Feci una maglietta con le immagini di Decaro e Metallo, con scritto sotto “Mena”. La donai a entrambi: a Donato come incoraggiamento, perché avremmo dovuto fare ancora tante cose insieme, e ad Antonio per invogliarlo a candidarsi come governatore».

Ha già preso casa nella capitale belga?

«Non ancora. Starò lì metà settimana, perché vorrei continuare a lavorare con le associazioni territoriali, per “portare” l’Europa in Puglia, con l’ascolto e l’attenzione costante. Ho già in agenda un tour nelle regioni del Sud».

Avrà ricevuto tante telefonate e sms…

«Sono stata sommersa dall’affetto. Elly Schlein? L’ho incontrata a Napoli per Energia popolare: è la “mia” segreteria e mi riconosco in pieno nella sua linea».

Ha sentito Raffaele Fitto?

«No, ma lo chiamerò per salutarlo a Bruxelles».

Cosa porterà con sé dalla Puglia a Bruxelles?

«Un libricino che mi hanno regalato, con una frase di Khalil Gibran: “Confidate nei sogni perché in essi si cela la porta dell’eternità”».

Il primo giorno in cui ha deciso di fare politica?

«Le cose mi “capitano”. Sono di famiglia socialista, mio nonno e mio padre sono stati impegnati in prima linea. Non ho deciso io: quando nel mio comune dopo 20 anni di centrodestra, si è candidato Luigi Arcuti, mio primo sindaco, con una coalizione di centrosinistra, ero tornata da poco in Salento. Fui coinvolta nell’esperienza amministrativa. In quel periodo ho deciso di dedicarmi alla mia comunità».

La prima battaglia da europarlamentare?

«Lavorerò per il Sud, su giovani, industria, energia e lotta allo spopolamento».

I consigli di Decaro?

«Lo sento sempre. È un appassionato di Europa: mi ha dato suggerimenti e tutto il supporto possibile. “Esce” un pugliese dal parlamento Ue ed entra una pugliese. Proseguirò la battaglia per i fondi di coesione per le regioni, contro la centralizzazione che postula commissione».

A Bruxelles ci sono cioccolatai da sogno.

«Li porterò alla mia nonna di novantadue anni, nonna Mariuccia».

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