L'inchiesta

Salento, a 15 anni insulti e botte a scuola: indagati 4 bulli, anche una ragazzina

Redazione Lecce

I quattro giovanissimi risponderanno di stalking, la ragazza anche di lesioni personali

Deriso, sbeffeggiato e picchiato da quattro compagni di scuola, fra cui anche una ragazza.

Un vero e proprio incubo, per un 15enne del Basso Salento che alla fine è stato costretto a cambiare istituto per ritrovare un po’ di pace e serenità.

Adesso, però, la vicenda è arrivata all’attenzione della Procura per i minorenni.

Nei giorni scorsi il pubblico ministero Imerio Tramis ha firmato la richiesta di rinvio a giudizio nei confronti di quattro giovanissimi: tutti di età compresa fra 15 e 16 anni. Tre di loro rispondono di stalking, mentre la ragazza di lesioni personali: sarebbe stata proprio lei la responsabile di una brutale aggressione nei confronti della presunta vittima.

Ma andiamo con ordine.

I fatti oggetto dell’inchiesta si riferiscono all’ottobre dello scorso anno.

Pare che il 15enne sarebbe stato subito preso di mira da alcuni compagni, forse a causa di un carattere un po’ timido e riservato.

Prima semplici sfottò, poi scherzi e bravate, come ad esempio lanciargli contro palline di carta e sporcargli il giubotto e la maglietta con l’inchiostro di una penna senza punta che gli era stata infilata dietro la schiena.

Infine, il tentativo di isolarlo escludendolo alla chat di WhatsApp creata dai compagni di classe. Una volta entrato nel gruppo, però, sarebbe stato deriso con frasi del tipo: «Ci ete quistu lurdu».

Infine, l’episodio più grave che risale al 4 ottobre 2018.

All’interno della scuola, una compagna di 16 anni lo avrebbe picchiato, colpendolo con schiaffi, pugni e calci.

Ma le indelebili ferite nell’animo del ragazzo gli hanno causato una sofferenza ben più grande di quella fisica.

Una sofferenza nascosta, che ha tenuto per sè, senza confidarsi con nessuno.

Solo per caso il padre, forse grazie alla segnalazione di una studentessa, è poi venuto a sapere dell’aggressione subita dal figlio. A quel punto il genitore accompagnò il ragazzo al pronto soccorso dell’ospedale Gallipoli, dove i medici gli diagnosticarono una contusione al ginocchio destro, stato d’ansia e graffi sul collo, giudicate guaribili in cinque giorni.

Successivamente è stata presentata una dettagliata denuncia alla stazione dei carabinieri, che di conseguenza ha fatto scattare l’inchiesta.

Il triste racconto del ragazzo è stato poi confermato da un’altra compagna di classe e da altre persone sentite dagli uomini dell’Arma come informate dei fatti.

L’adolescente ha poi messo a disposizione degli investigatori il suo telefono cellulare, che ha consentito ai carabinieri di raccogliere ulteriori prove.

Così la Procura dei minorenni ha condotto le indagini, fino ad arrivare all’identificazione dei quattro presunti bulli.

L’udienza preliminare è stata fissata per il prossimo 16 dicembre davanti al gup Ada Colluto.

I genitori del ragazzo sono assistiti dall’avvocato Vincenzo Venneri.

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