La polemica
Verso l’addio al bonus 18enni per destinare i fondi alla cultura: le opinioni dei pugliesi
Favorevole il leghista Rossano Sasso, contrario il dem Losacco: «Una follia moralista»
Addio a 18app, il bonus di 500 euro per prodotti culturali per i neo-maggiorenni voluto dal governo Renzi. Un emendamento della maggioranza abroga la misura ridestinando le risorse - 230 milioni di euro annui a decorrere dal 2022 - a finalità di sostegno del mondo dello spettacolo e della cultura. Le opposizioni sono sul piede di guerra con Italia Viva che annuncia che farà «ostruzionismo» contro la misura e l’ex ministro Dario Franceschini che parla di «decisione assurda».
Nel frattempo, il ministro della Cultura, Gennaro Sangiuliano, lascia la scelta al Parlamento ma il governo sarebbe, comunque, già al lavoro per un nuovo tipo di card, a cadere da gennaio, e destinata soprattutto ai giovani meno abbienti che comprenderà, quasi certamente, la possibilità di acquistare libri...
CONTINUA A LEGGERE SULL'EDIZIONE CARTACEA O SULLA NOSTRA DIGITAL EDITION
«Se il Pd pensa e spera che Giorgia Meloni debba fare ciò che hanno fatto loro e mantenere tutte le loro iniziative legislative senza apportare alcun cambiamento vuol dire che sono ancora frastornati. Giorgia Meloni è assurta al ruolo di premier per volere degli elettori i quali hanno chiesto con il loro voto di migliorare ciò che si può migliorare e cambiare radicalmente ciò che ha creato danni e va cambiato». Lo dichiara il senatore di Fratelli d’Italia, Ignazio Zullo. "Siamo stati eletti - aggiunge - non certo per omologarci alle forze politiche che attualmente sono minoranza. Ed è il momento di 18App, non va abolito il sostegno a cultura e editoria ma va modificato e migliorato lo strumento finora adottato così come il Governo ha intento di fare».
«Il bonus di 500 euro per i diciottenni ha incentivato più le truffe che la cultura, venendo meno completamente allo scopo formativo per il quale era stato previsto. Ben venga dunque la revisione della App 18, mettendo in campo, come da proposta annunciata dal ministro Sangiuliano, una nuova 'Carta della Cultura' che risponda pienamente alla mission originaria, evitando le storture e le criticità di un bonus che, anche in Puglia, ha prodotto comportamenti illeciti e diseducativi». Lo dichiara Davide Bellomo, deputato della Lega. "Pochi mesi fa - aggiunge - la guardia di finanza ha scoperto in provincia di Lecce una truffa che ha fruttato un’indebita percezione per un valore complessivo di quasi un milione di euro». «Un fenomeno distorsivo che, come ha dimostrato anche una nota trasmissione televisiva, ha interessato l’intero Paese, arricchendo esercenti disonesti e i loro complici, che reclutavano i diciottenni sui social e offrivano loro la possibilità di monetizzare il 70% del voucher o di acquistare prodotti come computer, tablet, smartphone e televisori, esclusi per legge dal beneficio. Tutto questo - conclude Bellomo - con il governo di centrodestra finirà».