L'incontro
Inps Puglia, presentazione rendiconto sociale: «12mila nuove aziende nel 2021, crollano residenti»
Emiliano: «Lo Stato si faccia carico della questione meridionale»
Nel corso del 2021 in Puglia sono nate 12mila nuove aziende. Soprattutto nei settori legati a industria, artigianato e servizi nella filiera del turismo. E' uno dei dati emersi nel corso della presentazione, a Bari, del Rendiconto sociale 2020-2021 Inps Puglia. L’Istituto ha registrato anche il 28,10% in più di entrate contributive nel 2021. «Questo non significa che c'è stato un boom economico, ma solo che è stata avviata un’azione di recupero rispetto al 2020, un anno catastrofico», ha spiegato il direttore regionale di Inps, Giulio Blandamura. A soffrire di più, nel corso della pandemia, sono stati i lavoratori autonomi. «Soprattutto artigiani e commercianti - prosegue Blandamura -. Ma se i primi hanno recuperato nel corso del 2021, i secondi hanno continuato a registrare un andamento negativo». Nel corso della presentazione è emerso anche il dato sul crollo dei residenti in Puglia: prima della pandemia si contavano 4 milioni 29mila abitanti. Adesso ci sono centomila persone in meno. «E' come se una città come Andria non ci fosse più», ha evidenziato Giuseppe Deleonardis, presidente del Comitato regionale Inps Puglia.
«I dati messi in luce dall’Inps confermano che esiste una questione meridionale gravissima, che non consente allo Stato nazionale di non farsi carico del riequilibrio del fatturato, della perdita dei posti di lavoro e dell’emorragia di popolazione in corso». Lo ha detto il presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano, durante la presentazione, a Bari, del Rendiconto sociale 2020-2021 Inps Puglia. Nel corso della presentazione è emerso che c'è stato un crollo dei residenti in Puglia: prima della pandemia si contavano 4 milioni 29mila abitanti. Adesso ci sono centomila persone in meno.
«Andare sotto i quattro milioni di abitanti, come è successo in Puglia, vuol dire - ha rilevato Emiliano - perdere fra 200 e 300 milioni di euro del fondo sanitario. Le Regioni del Nord, potentissime, sono riuscite a imporci il censimento annuale proprio per cavalcare le difficoltà del Sud. Sottraendo così milioni di euro che potrebbero essere investiti nella sanità. Qualcuno forse pensa che in questo Paese ci si possa salvare a danno di fratelli e sorelle che, qualche anno fa, sono stati protagonisti del successo economico di altri territori».
«Il reddito di cittadinanza può essere modificato, ma attaccare questa misura è un delirio che potrebbe anche portarci a un’infrazione da parte dell’Unione europea». Lo ha detto il presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano, durante la presentazione, a Bari, del Rendiconto sociale 2020-2021 Inps Puglia. «Occorre un ammortizzatore universale, che esiste in tutti i Paesi avanzati», prosegue Emiliano. «Mi trovo spesso davanti, parlo delle trasmissioni televisive - aggiunge il governatore parlando più in generale del lavoro al Sud - a persone che hanno ruoli importantissimi che non hanno la minima cognizione di dove siano capitati. Non solo in questo governo, ma anche talvolta in quelli precedenti. Manca una visione complessiva».
«Il governo dice che l’autonomia differenziata è necessaria perché le Regioni del Sud non producono abbastanza Irpef. Questo accade però dopo che ci hanno portato via tutto. Se si continua a giocare con l’arbitro che trucca le partite, continuare non ha senso». E’ l’attacco del presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano, durante la presentazione, a Bari, del Rendiconto sociale 2020-2021 Inps Puglia.
«In questo momento stiamo vivendo un dramma perché uno dei poli internazionali della tecnologia ha deciso di investire in Italia, con una realtà da oltre 11mila posti di lavoro. E l’idea è di mandarli in Veneto - prosegue Emiliano -. Forse nessuno nel governo ha detto a questo colosso che al Sud c'è la possibilità di ottenere sgravi nell’assunzione di mano d’opera. Sarà anche difficile trovarli in Veneto 11mila giovani vista l’altissima concentrazione di aziende già esistenti». «Io - precisa Emiliano - con questa impostazione non voglio scendere a patti. La Puglia sta facendo sforzi enormi per far emergere un’idea di Mezzogiorno che non rimane sul colpo. Mi auguro che la norma che riduce i costi del lavoro al Sud non sia modificata perché spinge le imprese ad assumere e investire».
«Faccio i complimenti all’Inps di Puglia per l’efficacia della risposta data ai cittadini nel periodo dell’emergenza sanitaria, anche grazie alla sinergia con i patronati, sinergia e volontà collaborativa che mi preme ribadire». Lo ha detto Emanuele Ronzoni, commissario straordinario della Uil Puglia, intervenuto nel corso della presentazione del bilancio sociale Inps a Bari.
«I numeri snocciolati oggi - ha evidenziato Ronzoni - ci devono far riflettere. Non solo per lo stato dell’arte delle pensioni, ma soprattutto sulle prospettive che vogliamo offrire ai nostri giovani, che in un contesto dilagante di precarietà e insicurezza vedono il traguardo di una pensione dignitosa come una chimera. Noi riteniamo che si debba finalmente aprire una nuova stagione di equità, contraddistinta da una giusta redistribuzione del reddito, dall’abbattimento del precariato e dalla stabilità del lavoro, offrendo strumenti di certezza ai nostri giovani come la pensione di garanzia».
Infine la questione sicurezza, il commissario ha sottolineato che «servono nuove assunzioni di ispettori e regole certe: noi abbiamo proposto che chi evade le tasse, chi non rispetta gli standard di sicurezza e non applica i contratti nazionali firmati dai sindacati confederali non abbia accesso alle risorse pubblica e non sia protagonista del processo di crescita del Paese. Ci auguriamo che le istituzioni ci ascoltino».