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In Puglia e Basilicata

L'iniziativa

Scoprire la Puglia grazie al web: il progetto è realtà

turismo a taranto

Operativa l’idea del Segretariato Mic

17 Settembre 2022

Maria Grazia Rongo

Da Castel del Monte alla Basilica San Nicola, alle spiagge del Salento, ma anche i Riti della Settimana Santa a Taranto e l’olio extravergine di oliva. Scoprire la Puglia in ogni sua possibile sfaccettatura, dal patrimonio storico e paesaggistico a quello immateriale, fatto di tradizioni millenarie ma anche di tante novità che stanno prendendo piede negli ultimi anni. Tutto questo sarà presto possibile grazie al progetto «Puglia in Rete», che prevede la realizzazione di una piattaforma web georeferenziata digitale e di una App bilingue, in italiano e inglese, che permetteranno di conoscere e fruire del patrimonio culturale materiale e immateriale pugliese.

Il Segretariato Regionale per la Puglia del Ministero della Cultura, guidato dall’architetto Maria Piccarreta ha così indetto un bando di gara, finanziato con 2 milioni 258 mila 120 euro (dalle risorse Pon) per la realizzazione della piattaforma e della App. E la Puglia sarà regione pilota dell’iniziativa a livello nazionale. Il progetto nasce dalla collaborazione tra il Segretariato regionale e l’Istituto Centrale per il Catalogo e la Documentazione (Iccd) del Ministero della Cultura. Per partecipare al bando, dal 19 settembre, è possibile consultare la Gazzetta Ufficiale e il portale puglia-beniculturali.acquistitelematici.it.

Il progetto è stato presentato ieri mattina nella sede del Segretariato del MiC, a Barivecchia, da Piccarreta insieme all’architetto Rup, Francesco Longobardi e Chiara Princigalli, archeologa del Segretariato e progettista, e in collegamento video con Carlo Birrozzi , direttore dell’ Iccd, e Fabio Viola, uno dei più influenti gamification designer al mondo, fondatore del collettivo internazionale di artisti e creativi «TuoMuseo», che ha progettato «Puglia in Rete».

«La Puglia ha un grande patrimonio da promuovere non solo tra i turisti stranieri, ma anche tra gli stessi pugliesi – ha detto Piccarreta -. Ecco perché abbiamo pensato di realizzare una piattaforma interattiva attraverso la quale promuovere e valorizzare la bellezza delle opere materiali già famose della Puglia, e di tutte quelle realtà più piccole, poco conosciute, ma anche del patrimonio immateriale, come l’artigianato tradizionale, la tessitura, la danza, la musica e il canto, e ancora, la gastronomia, il paesaggio, i riti». Per questo nel progetto sono stati coinvolti anche altri enti pubblici, la Cei, le associazioni di categoria, le scuole. Piccarreta ha concluso: «Lo scopo è quello di fare rete per realizzare strumenti e metodi innovativi che migliorino la conoscenza e la valorizzazione degli attrattori storico- culturali della Puglia, favorendo la destagionalizzazione e contribuendo a raccontare una Puglia diversa». Il sito web e la app saranno fruibili in qualsiasi momento sia a distanza che sui luoghi di interesse, seguendo itinerari georiferiti anche personalizzabili e incrementabili grazie all’apporto interattivo dell’utenza. Infatti, chi si collegherà al sito o utilizzerà la app potrà introdurre propri contributi.

Birozzi ha spiegato: «Quello che stiamo portando avanti con il Segretariato Regionale per la Puglia del Ministero della Cultura è un primo esperimento che ci permette di studiare il territorio pugliese in modo sistematico. Abbiamo creato una importante sinergia con la Regione Puglia per dare vita a un Catalogo con dati aperti, aggiornati e georeferenziati. Inoltre, studieremo le città e il patrimonio culturale con la creazione di numerose schede di catalogo accompagnate da una importante campagna fotografica. È straordinario pensare a una piattaforma nella quale confluiranno informazioni di grande rigore scientifico che abbracceranno tutto il patrimonio materiale e immateriale della Puglia. Così come è altrettanto importante questo scambio di dati reciproco tra l’ Iccd e il Segretariato regionale della Puglia, significa avere a disposizione grandissime risorse. È chiaro che questa strategica sinergia sarebbe auspicabile averla con tutte le regioni».

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