Politica

Ora i Dem chiamano i big modello Decaro

Michele De Feudis

Ma frenano i pugliesi: così Bari sarebbe commissariata

Il declino improvviso della prospettiva del «campo largo» per l’ammutinamento grillino nelle fasi finali del governo Draghi costringe il leader del Pd, Enrico Letta, ha cambiare programmi e a chiamare in campo (e nelle liste) i big del partito, in primis i sindaci che hanno un consenso rilevante e magari sono anche oltre la metà del mandato. In questo novero di «top player» dem rientra anche Antonio Decaro, primo cittadino di Bari e presidente nazionale dell’Anci.

L’ipotesi Decaro in lizza alle politiche ha creato un vero panico sia nel Pd che nella macchina politico-amministrativa barese: una accettazione della candidatura sarebbe preceduta dalle dimissioni (che diventerebbero effettive in 20 giorni), e così i tempi perché maturi questo progetto sono davvero ristretti, dal momento che le liste si presenteranno tra il 21 e il 23 agosto. Il peso elettorale di Decaro è già stato misurato nelle ultime regionali, dove nella vittoria di Emiliano, c’è stato anche un suo grande apporto, per la mobilitazione dei sindaci della regione e per la straordinaria empatia social che il politico di Torre a Mare ha, soprattutto sulle giovani generazioni. La riflessione è dunque in corso, e ad essere allarmati sono soprattutto i dem pugliesi: la candidatura farebbe perdere al Pd la guida dell’Anci nazionale e si andrebbe ad un commissariamento di Bari e della città metropolitana, enti locali cruciali nella definizione e nella realizzazione di progetti di sviluppo e modernizzazione legati al Pnrr. Sullo sfondo ci sono anche le indiscrezioni su una candidatura del governatore Michele Emiliano (che non dovrebbe dimettersi per andare in lista, e - se eletto - avrebbe alcuni mesi per optare tra le due cariche): il capogruppo dem alla Regione Filippo Caracciolo e i civici lo pregano di non seguire le sirene romane, ma il magistrato in aspettativa, capolista alla Camera o al Senato, avrebbe un effetto calamita per la galassia civica che ha aggregato in questi anni sul territorio. Emiliano e Decaro a guidare le liste (o negli uninominali), inoltre, ridurrebbero ulteriormente gli spazi per gli uscenti Bordo, Pagano, Lacarra, Messina, Stefano, mentre l’ex ministro Boccia è blindato dall’essere un componente della segreteria nazionale. Domani ci sarà la direzione nazionale dem.

Nella Lega, dove il coordinatore Roberto Marti lavora per liste forti e competitive, sono in pole - oltre agli uscenti Sasso e Tateo - anche il consigliere comunale di Bari Fabio Romito (recordman delle preferenze nella città di San Nicola nelle ultime regionali) e l’ex senatrice Carmela Minuto, che a Molfetta ha notevoli consensi personali. Nel novero delle possibilità ci sono anche le candidature dei consiglieri regionali Davide Bellomo, Joseph Splendido e Giacomo Conserva (potrebbe aderire al Carroccio anche il consigliere tarantino Massimiliano Stellato).

Fratelli d’Italia, che i sondaggi rilevano come primo partito (con percentuali in crescita dirompente) oggi terrà la prima assemblea a Giovinazzo (interverrà il coordinatore regionale Marcello Gemmato): i meloniani potrebbero ottenere un vero boom sia nel proporzionale che negli uninominali. E una candidatura è ambita sia dai consiglieri regionali (in primis Ignazio Zullo) sia da dirigenti storici di riferimento dell’area identitaria: trovare la quadra sarà un lavoro complesso tra Bari e Roma.

Non si candiderà invece il senatore azzurro ed ex sottosegretario Luigi Vitali: il politico di Francavilla ha dato la disponibilità al centrodestra per un incarico legato al mondo della giustizia. Se ci saranno le condizioni, avrebbe una grande competenza per andare al Csm. A sinistra, infine, si profila una alleanza tra Sinistra italiana e i Verdi-Europa Verde: in Puglia si candiderebbero i co-coordinatori del movimento ecologista Mimmo Lomelo e Fulvia Gravame.

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