Il libro
Il faro senza mare: Minervino Murge e la memoria nel libro di Paolo Pinnelli
Monumento unico nel suo genere, svetta dal 29 giugno del 1932 e domina tutto l’entroterra. La sua storia è stata raccontata attraverso documenti d’archivio e articoli di giornali dell’epoca
n faro senza mare, eretto su un colle a 420 metri sul livello del mare e dal quale si può godere una vista panoramica che va dal Vulture al Gargano fino al Golfo di Manfredonia. È il Faro Votivo di Minervino Murge, monumento unico nel suo genere, il più alto faro di terra in Italia che svetta dal 29 giugno del 1932 e domina tutto l’entroterra. La sua storia è stata raccontata attraverso documenti d’archivio e articoli di giornali dell’epoca dal giornalista e scrittore Paolo Pinnelli (redattore della Gazzetta del Mezzogiorno per oltre 25 anni), nel suo libro Il Faro si racconta sottotitolato Storia, personaggi e retroscena del monumento di Minervino Murge. Nel volume, che ha per editore lo stesso Comune e ha ricevuto il patrocinio dell’Ordine dei Giornalisti della Puglia, l’autore li ha raccolti e trasformati in un racconto, anche romanzato, per divulgare la storia locale proprio attraverso questo monumento simbolo di tutta la città, come Pinnelli aveva già fatto con il li bro Canosa si racconta uscito nel 2021. Il merito di questo importante lavoro di ricerca è di aver riportato luce sulla complessa memoria storica del faro. Ideato per commemorare i caduti fascisti, dopo la seconda guerra mondiale e la capitolazione del regime fascista, molti oppositori del regime volevano abbatterlo ma poi si optò per l’eliminazione di alcune scritte e simboli fascisti, divenendo quindi il monumento dei martiri di Puglia. Anche in quest’opera emerge tutta la passione dell’autore per la storia e le tradizioni locali con l’obiettivo di valorizzare il patrimonio culturale del territorio e rafforzare il senso di identità e appartenenza nella comunità, attraverso un minuzioso lavoro di ricostruzione storica del faro votivo ma soprattutto degli eventi che hanno portato alla sua realizzazione. Da buon giornalista si è attenuto ai fatti aggiungendo anche le vicende che hanno scongiurato la sua distruzione tanto che oggi lo si può ammirare in tutta la sua maestosità soprattutto dopo il recente restauro che l’ha reso nuovamente accessibile al pubblico. «Il mio legame con Minervino risale ai primi passi della mia carriera professionale nella Gazzetta del Mezzogiorno, quando mi fu chiesto di seguire giornalisticamente le vicende della cittadina murgiana, negli anni ’90. E lo feci per dieci anni – afferma Pinnelli. Quel legame si è poi consolidato prima come referente, per anni, delle pagine dedicate anche a Minervino, e ora, con quest’opera che mi ha regalato un viaggio sorprendente in un passato inimmaginabile. Per questo ho voluto donarla alla città di Minervino Murge e ai suoi cittadini». Il libro che si avvale dell’introduzione di Maria Laura Mancini, sindaca di Minervino Murge e della prefazione di Mons. Luigi Renna, Arcivescovo Metropolita di Catania, è arricchito da illustrazioni realizzate con foto e cartoline d’epoca utilizzando l’Intelligenza Artificiale sotto i preziosi consigli dello street artist e architetto Francesco Piskv Persichella che ha realizzato anche la copertina