Icaro
Conclave, la fantapolitica di Berger
“Conclave” è un film dell’austriaco Edward Berger che potremmo definire un thriller fantapolitico e morale. Cast straordinario, con Ralph Fiennes nei panni del decano Lawrence incaricato di presiedere il conclave alla morte del vecchio Pontefice, da lui molto amato e stimato. La pellicola si avvia con la scena del decano che attraversa un tunnel cittadino per raggiungere la sede papale dove è avvenuto il decesso. Avvertiamo che un dramma si sta consumando, che la guerra per la successione sarà senza esclusione di colpi e che il personaggio del decano incarna qualcosa di problematico. Il fatto è che il cardinale Lawrence sta attraversando “la notte oscura dell’anima” di cui parla San Giovanni della Croce, una crisi mistica che lo conduce al dubbio. Vorrebbe dimettersi ma adesso deve poter gestire il conclave e ne avverte tutta la responsabilità. In questo thriller apprendiamo poco per volta che i personaggi non sono ciò che sembrano: i cardinali convocati hanno i loro segreti, smascherati dal fiuto investigativo del decano.
Corruzione, simonia, scandali a sfondo sessuale infestano la Curia e vengono a galla poco a poco alimentando la tensione narrativa. Stanley Tucci nei panni del cardinale Aldo Bellini incarna l’ambizione di potere, la vanagloria travestita di umiltà. Il nostro grande Sergio Castellitto interpreta il cardinale Tedesco e quella zavorra reazionaria di una certa fazione della Chiesa cattolica del tutto anacronistica e folle. Le sue esternazioni contro i musulmani appaiono lontane anni luce dal dialogo con le fedi che la Santa Sede sta portando avanti ormai da anni nella realtà. Il cardinale nigeriano Adeyemi (Lucian Msamati) sembra essere il favorito ma perde posizioni nel conclave a seguito di uno scandalo a sfondo sessuale: il cerchio si stringe e la rosa dei prescelti inizia a delinearsi.
L’ambientazione in una cappella Sistina ovviamente riprodotta, con il Giudizio Universale di Michelangelo che lascia intravedere soprattutto figure di dannati, ci invita a riflettere sulla natura del peccato. Chi si salva e chi si perde? Il film sembra suggerire che il dubbio sia connesso alla fede e che le certezze assolute siano la vera causa di certe azioni efferate. Il dubbio è incarnato dal decano, uomo dalla fede vacillante, disgustato dalle trame di potere deI cardinali e alla ricerca di un candidato senza macchia; ma il candidato favorito, cardinale Tremblay (John Lithgow) è un corrotto senza scrupoli. Ottimo il ruolo affidato a Isabella Rossellini che interpreta suor Agnes, una sorella incaricata di provvedere al vitto e alla sistemazione dei cardinali; il suo intervento chiarificatore a sostegno di Lawrence ripropone il tema del ruolo delle donne all’interno della Chiesa: costrette a non sentire e vedere o capaci di testimoniare la verità? Le correnti più progressiste della Santa Sede, quelle incarnate da papa Bergoglio, hanno rivalutato il ruolo della donna nelle istituzioni ecclesiastiche. Ricordiamo che la Rossellini è stata candidata all’Oscar per questa stupenda interpretazione.
E poi c’è il cardinale Benitez (Carlos Diehz), arcivescovo di Kabul nominato in pectore dal defunto Papa, comparso all’improvviso con la carica dirompente delle sue parole che esortano alla fratellanza, uomo della Chiesa militante, testimone degli orrori della guerra, che ci donerà un magnifico finale degno di un film memorabile. Oscar alla migliore sceneggiatura non originale, ispirata all’omonimo romanzo di Robert Harris.