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Xylella, ecco l'insetto
che può arrestarla

Xylella, ecco l'insetto
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Xylella, ecco l'insetto
che può arrestarla

 
Nicola PEPE

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Nicola PEPE

Xylella, ecco l'insettoche può arrestarla

L'universitario barese Porcelli: lo Zelus renardii un antagonista nordamericano uccide il vettore «sputacchina»

Martedì 03 Ottobre 2017, 13:32

MARCO MANGANO

Ci sarebbe un insetto in grado di uccidere la sputacchina, l’insetto vettore della Xylella Fastidiosa, il batterio killer degli ulivi pugliesi, che in Spagna aggredisce anche i mandorli. Lo Zelus renardii non perdonerebbe e - stando a quanto afferma Francesco Porcelli, docente del Dipartimento di Scienze del suolo, della pianta e degli alimenti dell’Università Aldo Moro di Bari - avrebbe capacità aggressive «buone, se non addirittura ottime».

Insomma, così come avviene per il killer dei castagni, il Dryocosmus kuriphilus, combattuto con l’antagonista Torymus sinensis, altrettanto potrebbe accadere per la Xylella Fastidiosa. Il problema sarebbe quello di far riprodurre lo Zelus renardii - originario del Nord America e segnalato per la prima volta in Grecia - in tempi brevi per ottenerne moltissimi esemplari da immettere nei terreni aggrediti dalla sputacchina. «Stiamo provando a mettere a punto una dieta che permetta l’allevamento in laboratorio per poter produrre tanti insetti in una biofabbrica», spiega Porcelli che garantisce: «Un campo pieno di sputacchine potrebbe essere salvato da questo antagonista». Il docente universitario puntualizza: «Non facciamo produzione, ma ricerca. Se ci fosse una struttura in grado di far riprodurre in misura considerevole questo insetto, la sfida al vettore della Xylella potrebbe essere lanciata.

«Lo Zelus renardii - aggiunge Porcelli - si integra nelle strategie di controllo integrato, sia biologico che convenzionale. Stiamo lavorando - annuncia - con una sinergia fra diversi programmi di controllo, tutti adottati sul territorio perché la sputacchina è presente dovunque in Italia. Ma sia chiaro - conclude - la lotta va condotta da ognuno di noi». Si calcola che nelle zone «di contenimento» e «cuscinetto», a un tiro di schioppo dalla provincia di Bari ci siano quattro milioni di sputacchine per ettaro. Un dato che colpisce molto di più se tradotto in metri quadri: duecento al metro quadro. Ma verrebbero raggiunte punte di otto milioni e mezzo per ettaro e cioé di quattrocento vettori della patologia per metro quadro.

Intanto, il Nord Barese trema: gli olivicoltori non fanno che scrutare le chiome degli alberi che garantiscono un reddito a una fetta considerevole della popolazione. L’olivicoltura rappresenta, per l’area, uno dei volani economici di eccellenza. L’olio extravergine è uno dei più apprezzati in campo nazionale.

E i timori si estendono anche alle viti. È di qualche giorno fa la notizia di alcune viti da vino colpite dalla Xylella Fastidiosa in Spagna. Se la maledetta batteriosi aggredisse anche le viti e i mandorli della Puglia, sarebbe l’apocalisse. Per la regione sarebbe il de profundis. Ai cimiteri di ulivi ospitati nei dintorni di Gallipoli e di Oria si aggiungerebbero le devastazioni nei vigneti e nei mandorleti. Altri due fra i maggiori simboli regionali - mandorli e viti - verrebbero annientati, azzerati dalla patologia che Joseph-Marie Bové, dell'Académie d'agriculture de France, ha definito come «la peggior emergenza fitosanitaria al mondo». L’immagine della Puglia subirebbe una vera e propria metamorfosi: i giganti dalle foglie argentate, custodi del territorio e del Dna regionale, lascerebbbero un vuoto incolmabile. E le viti, piante capaci di unire le famiglie, di garantire un po’ di meditazione attraverso il vino, diventerebbero un mero ricordo. E poi i mandorli, che consentono la produzione di confetti pregiati, scomparirebbero. La gran parte del Pil agricolo andrebbe in fumo e a tremare sarebbe anche il turismo che fa del sodalizio prodotti agroalimentari-territorio uno degli assi portanti della nostra regione meravigliosa. E pensare che qualche anno fa gli scienziati avevano lanciato l’allarme non appena la Xylella Fastidiosa aveva bussato alle porte della Puglia, ma la politica aveva ignorato tutto, arrivando a far perdere la pazienza alla Signora Bruxelles. Ora gli agricoltori - ma non solo loro - temono che la batteriosi possa dare scacco matto alla regione.

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