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di DANIELA PASTORE

LECCE - Dall’Arabia Saudita a Lecce, per sottoporsi ad un intervento rarissimo. La Clinica Petrucciani ospita in questi giorni un piccolo paziente che assieme ai genitori ha affrontato il lungo volo intercontinentale da Riyad al Salento (viaggio pagato dal re saudita dopo una serie di contatti tra le ambasciate) per consegnarsi nelle mani del dottor Roberto De Castro, chirurgo specialista in urologia pediatrica di fama internazionale.
Il piccolo paziente, 2 anni e mezzo di età, è nato con una rarissima malformazione: è privo del pene. E De Castro, salentino, ex primario di Chirurgia pediatrica dell’Ospedale Maggiore di Bologna, di Urologia pediatrica al «King Faisal Hospital» di Riyadh e di altri prestigiosi nosocomi del pianeta, è uno dei pochi medici al mondo a poter intervenire su questa patologia così delicata e invalidante.

Ieri mattina, nella clinica leccese, è stato eseguito il primo delicatissimo step dell’intervento di falloplastica, durato oltre cinque ore.
A spiegarlo è lo stesso De Castro. «Abbiamo separato l’uretra dal retto. In tal modo il piccino avrà finalmente una minzione normale. Abbiamo poi applicato un espansore cutaneo, una specie di palloncino che abbiamo inserito sotto pelle e gonfiandosi, nell’arco di tre mesi, permetterà di accumulare una discreta quantità di derma».
La pelle così formata, spiega l’urologo, «servirà a coprire il foro effettuato per prelevare un lembo muscolare dell’addome che andrà a costituire il pene». Superato il primo step, tra circa sei mesi il piccino sarà sottoposto all’intervento finale di falloplastica. Una tecnica messa a punto dall’urologo pediatrico salentino, che ha portato la «Petrucciani» in questo settore al livello di cliniche rinomate in tutto il mondo, come quelle di Rochester e Baltimora. Tecnica che De Castro mette a disposizione di pazienti di tutto il globo, dal Vietnam al Bangladesh, realtà con i cui centri medici il professionista collabora assiduamente.
Ad effettuare con lui l’intervento, nel centro di Urologia pediatrica della Petrucciani, ieri mattina c’erano la collega urologa Aurélie Chiappinelli e l’anestesista Ciro Bonvicini. L’intervento, fanno sapere con soddisfazione, è perfettamente riuscito.

«Alla fine di questa prima tranche di operazioni, il bimbo potrà effettuare una minzione normale e potrà sentirsi dal punto di vista fisico simile agli altri bambini - spiega l’urologo - quando diventerà grande sarà possibile inserire all’interno del pene una protesi che garantirà una vita sessuale se non normale almeno accettabile». Una tecnica che ha liberato molte persone da una vita d’inferno. «Sino a circa 15 anni fa quando nascevano bambini con questa malformazione, per fortuna rarissima, venivano trasformati in donne - spiega De Castro - ed era una tragedia nella tragedia perché crescendo questi poveri pazienti, uomini in tutto e per tutto, si ritrovavano imprigionati in un corpo da donna, con tutta la sofferenza psicologica e umana che ciò comporta». Il Salento che «esporta» pazienti in tutto il mondo, dunque, grazie ad una équipe ad altissima specializzazione, diventa la sede di interventi all’avanguardia con risonanza internazionale.

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