«Liberate Giuliana Sgrena e Florence Aubenas»

ROMA - Al Quirinale, Carlo Azeglio Ciampi consegna i premi Cronista dell'anno a giornalisti che si sono distinti e si rivolge in particolare a Giorgio Lascaraki, classe 1926, decano dei cronisti di nera della capitale. Lo indica come il premiato «che è giovane da più tempo di tutti». Ricorda che faceva il suo lavoro già nel luglio del 1945. Una data che suscita in entrambi ricordi ed emozioni.

«Il 1945 - dice il presidente della Repubblica - è un anno davvero denso di ricordi per quelli della mia generazione. E' l'anno del ritorno di tutta l'Italia alla libertà, alla democrazia. L'anno in cui risorse in tutta Italia una stampa libera e una radio libera». Mancano meno di due mesi, sottolinea Ciampi, alle celebrazioni del sessantesimo anniversario di quella data, del 25 aprile che segnò «la fine della guerra in Italia e la riunificazione della nostra Patria. Ci tornerà alla mente - aggiunge - anche quel che significò per noi che avevamo 25 anni avere, per la prima volta, la possibilità di scegliere fra tanti giornali diversi l'uno dall' altro per orientamento politico ma uniti dal fatto che i giornalisti ci scrivevano liberamente quel che volevano».
Il presidente alza gli occhi dal foglio verso l'uditorio raccolto nella Sala degli Specchi, vede volti giovani e a loro si rivolge: «Forse per voi non è facile comprendere appieno quel che volle dire la rinata libertà di stampa, non soltanto per i giornalisti, ma per tutti noi, per tutta la società. In quelle giornate, in quei giornali e nelle trasmissioni radio di quel tempo, ha le sue radici la vostra libertà, non lo dimenticate mai».
Per la libertà di stampa, si sono battuti in questi anni anche i giornalisti, dice Ciampi, e ricorda «quei giornalisti, Carlo Casalegno, Walter Tobagi che qui in Italia diedero la vita negli anni bui del terrorismo, vittime della loro onestà, della loro passione di testimoni della verità. Combattevano una battaglia giusta e contribuirono, a prezzo della loro vita, a farcela vincere. Conosciamo il nostro debito verso di loro. Non li abbiamo mai dimenticati». Ai giovani cronisti, Ciampi riconosce l'importanza, la funzione sociale del lavoro che svolgono, che può sembrare umile, ma ricorda il presidente, «è l'essenza stessa del giornalismo». «Pare, mi dicono i miei amici giornalisti - aggiunge Ciampi, volgendo lo sguardo al suo consigliere Arrigo Levi, veterano della professione - che per un giovane fare il cronista sia la miglior scuola di giornalismo. La cronaca insegna a mantenere il contatto con la realtà, con i fatti. Pare che l'esperienza del cronista insegni soprattutto a rispettare i fatti così come sono e insegni anche ad andare alla ricerca dei fatti, della realtà vera dietro le apparenze, che talvolta ingannano, alla ricerca della verità che talvolta viene tenuta nascosta. Ma voi - conclude - queste cose le sapete. La vostra è una grande responsabilità. Senza il vostro lavoro faticheremmo a conoscere a fondo la società in cui viviamo».
La cerimonia non può concludersi senza rivolgere il pensiero alla giornalista italiana la cui sorte fa trepidare tutti: Giuliana Sgrena, rapita in Iraq. Ciampi nel 2003 le aveva conferito la croce di Cavaliere della Repubblica, insieme ad altre dieci giornaliste italiane inviate di guerra a Baghdad. La scorsa settimana, il presidente ha rivolto un appello ai rapitori. Oggi lo ripete chiedendo anche la liberazione della giornalista Florence Aubenas. «Chiediamo con forza che siano liberate. Liberarle gioverebbe a tutti e prima di tutto al futuro dell'Iraq», afferma Ciampi.
Alberto Spampinato

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