il caso

«Tutto il male del mondo», così l'Università di Foggia «risarcisce» il docufilm su Giulio Regeni

Una giornata di dibattito dopo il polverone sollevato dal mancato finanziamento del Ministero. «Giulio continua a vivere attraverso un movimento di persone che si riconosce nel valore fondamentale della libertà»

Martedì 14 maggio alle ore 19, presso l’Aula Magna Valeria Spada si terrà una proiezione speciale del documentario "Giulio Regeni - Tutto il male del mondo", prodotto da Fandango e Ganesh Produzioni, accompagnata da un dibattito dedicato ai temi della libertà di studio e di ricerca. L’evento è organizzato dall’Università di Foggia nell’ambito dell’iniziativa "Le Università per Giulio", promossa dalla Senatrice a vita e scienziata Elena Cattaneo a dieci anni dalla scomparsa in Egitto del giovane ricercatore: 76 università, 15mila persone coinvolte per due mesi di incontri e proiezioni sulla libertà di ricerca. L'evento di apertura dei quattro giorni della manifestazione La Città che vorrei (dal 14 al 19 maggio 2026) vedrà la partecipazione del prof. Danilo Leone, delegato rettorale alla Terza missione e Comunicazione, e delle prof.sse Luigia Trabace e Maria Grazia Morgese, coordinatrici dell'incontro.

L’iniziativa «risarcisce» in qualche modo il film, che non ha ottenuto il finanziamento dal Ministero sollevando un polverone nei confronti del ministro Giuli oltre a registrare le dimissioni di autorevoli esponenti della commissione esaminatrice.

«La vicenda di Giulio Regeni continua a interrogare la comunità accademica e richiama tutti noi alla responsabilità di custodire e promuovere questi principi, che sono alla base della vita universitaria. Attraverso occasioni di approfondimento e confronto come questa, intendiamo coinvolgere studenti, docenti e cittadini in un dialogo consapevole, capace di rafforzare il valore del sapere libero e del rispetto dei diritti», dichiara il rettore Lo Muzio. «La storia di Giulio Regeni, grazie al coraggio e alla forza della sua famiglia - ricorda la Senatrice Elena Cattaneo - non si è conclusa con il ritrovamento al Cairo del suo corpo senza vita, dieci anni fa: al contrario, Giulio continua a vivere e a ‘fare cose’ attraverso un movimento di persone che si riconosce nel valore fondamentale della libertà. Lo stesso che Giulio ha difeso da studioso. Siamo onorati e grati per questa iniziativa – hanno dichiarato i genitori di Giulio, Paola Deffendi e Claudio Regeni - che coinvolge numerose università, con professori, studenti e dottorandi che, ricordiamo, vanno sempre protetti. Dal documentario traspare sia la figura di Giulio ricercatore integerrimo ed appassionato che la violazione dei diritti che si sono compiuti su di lui».

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