Da questa mattina personale del comando dei Vigili del fuoco di Foggia, in sinergia con quello dell’Esercito, si sta adoperando, nell’ambito del sistema di Protezione Civile, per superare l’emergenza che ha interessato il comune di Roseto Valfortore a seguito dell’alluvione dei giorni scorsi. Il piccolo comune dei Monti Dauni da cinque giorni è isolato a seguito del crollo di parte della carreggiata della strada provinciale 130 che lo collega ai comuni della piana e al capoluogo dauno e degli eventi franosi che hanno interessato anche la provinciale 129, che collega Roseto a Biccari. La strada su cui oggi si sta lavorando per ripristinare il collegamento con Roseto è la Sp 129, dove ieri si è registrata un nuovo cedimento. L’obiettivo di questo intervento urgente è riuscire a liberare almeno una carreggiata già mercoledì. Sulla 130, la strada principale che collega la cittadina dauna al resto del territorio e a Foggia, gli interventi di messa in sicurezza dovrebbero iniziare invece domani.
Nei giorni scorsi il presidente della Regione Puglia Antonio Decaro insieme al capo del dipartimento di protezione civile Fabio Ciciliano ha sorvolato in elicottero la zona, assicurando interventi immediati per togliere la città dall’isolamento.
DISAGI ANCHE A FAETO
«Sono giorni complessi per la nostra comunità isolata dal resto della provincia a seguito del movimento franoso che ha interessato la strada provinciale 125, su cui stamani è al lavoro anche il Genio Guastatori dell’Esercito che coadiuverà il lavoro della ditta incaricata dalla Provincia». Lo dichiara Michele Pavia, sindaco di Faeto, il piccolo comune dei Monti Dauni isolato da alcuni giorni a seguito della violenta ondata di maltempo che ha interessato la provincia di Foggia, con le piogge abbondanti che hanno provocato anche frane, smottamenti e straripamento di fiumi e torrenti. «Si sta lavorando per liberare l’arteria provinciale che collega il nostro piccolo comune - continua il sindaco - a Castelluccio Valmaggiore, scendendo fino alla piana e arrivando a Foggia, da alberi, fogliame e detriti per capire la tenuta del manto stradale. È un tratto di un centinaio di metri che potrebbe anche presentare crepe o frane al momento potenzialmente non visibili. Solo una volta liberato il manto stradale, ci accorgeremo della situazione prevedendo interventi specifici. Al momento si sta lavorando per creare una piccola bretella in modo da consentire la circolazione lungo una carreggiata».

















