Reclutava ragazze in Romania
Foggia, già scarcerato un 40enne condannato per sfruttamento della prostituzione
A dare il via all’indagine la denuncia sporta ai carabinieri a marzo di un anno fa da una romena. Raccontò d’essere stata ospitata a Ordona a casa di un connazionale e d’essere stata costretta a prostituirsi sulla statale 16
Avrebbe accompagnato le prostitute sulla circumvallazione di Foggia, e qualche volta consegnato loro anche la legna per accendere i falò per riscaldarsi e richiamare l’attenzione di potenziali clienti. Riconosciuto colpevole di induzione alla prostituzione e assolto dal più grave reato di associazione per delinquere finalizzata reclutare in Patria romene per poi farle prostituire a Foggia, è stato condannato a 1 anno e 4 mesi e scarcerato Marius Claudiu Druiu, quarantenne romeno domiciliato a Foggia, arrestato il 17 luglio scorso insieme a due connazionali. La sentenza l’ha pronunciata il gup Cecilia Massarelli nel processo abbreviato chiesto dalla difesa, con conseguente riduzione di un terzo della pena. Il pm Conticelli sollecitava una condanna a 5 anni per entrambi i reati; l’avv. Fortunato Rendiniello l’assoluzione, e in subordine il minimo della pena per il solo reato di induzione alla prostituzione. Il gup ha accolto poi l’istanza difensiva, ritenuto cessate le esigenze cautelari e rimesso in libertà l’imputato che era ai domiciliari.
Per queste stesse accuse lo scorso 29 gennaio il Tribunale di Foggia aveva condannato a 2 anni e 2 mesi Madalina Sardaru, 41 anni, residente a Ordona, ritenendola colpevole del solo reato di induzione e sfruttamento della prostituzione, con assoluzione dal reato associativo; e assolto da entrambe le imputazioni il marito Abel Petre, ventinovenne. In seguito all’assoluzione l’uomo era stato scarcerato, tornando alla detenzione domiciliare in quanto sconta 2 anni e 8 mesi perché insieme a alcuni familiari nel dicembre 2024 fu coinvolto nel sequestro-lampo del fidanzatino della sorella, rapito e rilasciato dopo un paio d’ore.
L’indagine sul giro di prostituzione all’imbocco di Foggia portò all’emissione di 4 ordinanza cautelari il 17 luglio 2025 di cui 3 eseguite, e al processo sdoppiatosi a carico dei 3 romeni mentre fu stralciata la posizione del quarto sospettato sfuggito alla cattura. A dare il via all’indagine la denuncia sporta ai carabinieri a marzo di un anno fa da una romena. Raccontò d’essere stata ospitata a Ordona a casa dei coniugi Petre-Sardaru, anche se in quel periodo l’uomo era in carcere per il sequestro di persona; e d’essere stata costretta a prostituirsi sulla statale 16 dopo aver scoperto che le era stato sottratto il passaporto. “La Sardaru mi disse che avrebbe trattenuto lei i miei documenti se non mi fossi prostituita. Dal carcere il marito Petre mi inviò un messaggio vocale dicendo: ‘se non fai quello che ti ordina mia moglie, ossia la prostituta, appena esco dal carcere ti vengo a trovare e ti ammazzo’”.
Stando alla denuncia della donna, erano il fratello di Abel Petre (il quarto indagato dell’inchiesta) e talvolta Druiu ad accompagnare in auto lei e altre 5 romene alla periferia di Foggia dove si prostituivano tutti i giorni dalle 13 alle 22.