L'aggresione
Lanciano sassi contro un medico per rubargli l'auto a Zapponeta: «Ho avuto paura, sono stati i minuti più lunghi della mia vita»
Il furto mentre il professionista di 31 anni era in servizio alla Guardia medica. Arriva la condanna della Fimmg
L’auto di un medico in servizio presso la postazione di guardia medica di Zapponeta (Foggia), è stata rubata nel corso della notte mentre il professionista era impegnato nel turno di lavoro dalle 20 alle 8 di questa mattina. Il furto, stando a quanto si apprende, è avvenuto poco dopo la mezzanotte e l’auto, a quanto si apprende, era parcheggiata all’interno della struttura sanitaria, il cui cancello di ingresso, chiuso in quel momento, è stato aperto con un flessibile.
Ad agire, a quanto si apprende, tre malviventi incappucciati. Ferma condanna viene espressa dalla segreteria provinciale Fimmg (Federazione italiana medici di medicina generale) del Foggiano che parla di «un atto di una gravità inaudita, che conferma ancora una volta la cronica mancanza di sicurezza che da tempo persiste in molte sedi di continuità assistenziale della nostra Asl».
Stando a quanto riferito dalla Fimmg contro il medico, che si è accorto del furto e ha urlato da una finestra della postazione, sarebbero stati lanciati oggetti, probabilmente pietre, che non lo hanno colpito. La Fimmg chiede con forza interventi immediati e concreti per garantire la sicurezza dei medici.
IL RACCONTO DEL MEDICO
«Ho avuto paura. Sono stati i minuti più lunghi della mia vita. Dopo il furto ho anche pensato istintivamente alle dimissioni, ma voglio continuare a fare il medico di medicina generale. Chiedo solo maggiore sicurezza». Giuseppe Salvemini, il medico di 31 anni vittima del furto della sua autovettura mentre era al lavoro nella sede della Guardia medica di Zapponeta (Foggia), parla spiegando quanto accaduto poco dopo la mezzanotte di ieri.
«Stavo lavorando e trascrivendo sul registro gli esiti di una visita effettuata poco prima, quando - dice - ho avvertito un suono metallico e ho sentito suonare l’allarme della mia auto parcheggiata praticamente all’interno della struttura, ad un metro dalla finestra. Ho alzato la tapparella e ho visto alcune persone, forse due, nella mia auto con le torce, ed un’altra probabilmente in attesa all’esterno. Era buio e praticamente non ho visto granché». «Ho urlato - aggiunge - dicendo loro che ero al telefono con i carabinieri, poi ho chiuso a chiave la porta. Ho avuto paura. Poco dopo la fuga dei malviventi con la mia auto - conclude il medico - sono accorsi alcuni residenti svegliati dal suono dell’allarme, mi hanno mostrato solidarietà.»