l'agguato
Foggia, alta tensione dopo l'omicidio del nipote del boss Moretti: l'ipotesi di una guerra tra i clan
Alessandro Moretti, 34 anni, detto Sassolin, è stato ucciso con sette colpi di pistola. Perquisizioni della Mobile: si teme un regolamento di conti
E’ affidata alla Dda di Bari l’indagine su Alessandro Moretti, 34 anni, nipote del boss Rocco Moretti, ucciso ieri sera 15 gennaio a Foggia in un agguato di mafia. Il giovane, soprannominato «Sassolin», è stato ucciso con sette-otto colpi di pistola calibro 7,65 mentre si trovava a bordo di uno scooter in via Sant'Antonio, non lontano dal centro cittadino: è morto poco dopo l'arrivo in ospedale in ambulanza.
In nottata la Squadra Mobile ha ascoltato numerosi testimoni e ha svolto attività tecniche. Gli investigatori stanno continuando ad acquisire le immagini delle telecamere di videosorveglianza per cercare di cristallizzare con precisione il momento e la dinamica dell'agguato. Finora non si sa se a sparare sia stata una sola persona e a bordo di quale mezzo sia sopraggiunta e fuggita. Alessandro Moretti era coinvolto in indagini per detenzione di armi e droga ed era stato condannato a sette anni e quattro mesi di reclusione al termine del processo chiamato «Decima azione»: dopo un periodo di custodia cautelare era tornato libero nel 2024. Anche lui, secondo fonti investigative, non aveva mai rescisso i legami con il clan e continuava ad occuparsi di traffici illeciti. L'inchiesta è coordinata dalla pm Bruna Manganelli.