Ai domiciliari
Foggia, rubavano gomme per auto poi rivendute online: arrestati 4 cerignolani
Sospettati di far parte di una banda che rubava in varie zone d’Italia. Si tratta di Vincenzo Strafile, 39 anni; Giuseppe Balzano (45); Vincenzo Di Gregorio (52, già ai domiciliari per altri reati) e Pietro Cannone (63)
Arresti domiciliari per 4 cerignolani sospettati di far parte di una banda che rubava in varie zone d’Italia penumatici e cerchioni di auto, poi rivenduti online a ignari acquirenti. Il gip di Foggia Odette Eronia accogliendo parzialmente le richieste del pm Sabrina Cicala ha disposto i domiciliari per Vincenzo Strafile, 39 anni; Giuseppe Balzano (45); Vincenzo Di Gregorio (52, già ai domiciliari per altri reati) e Pietro Cannone (63). Sono accusati a vario titolo di associazione per delinquere e una serie di furti. Rigettata la richiesta di domiciliari per Francesco Lospinoso, quarantasettenne cerignolano, cui è stato imposto l’obbligo di firma in caserma; per il gip non ci sono elementi sufficienti in relazione al reato associativo, ma indizi unicamente in relazione al furto di 4 cerchi in lega di una Mercedes rubati a Montesilvano (Pescara) la notte sul 29 marzo 2024. E’ il primo blitz del 2026. Il pm Sabrina Cicala chiedeva il carcere per Strafile e Balzano; i domiciliari per i 3 concittadini. I 5 indagati furono sentiti dal gip lo scorso 16 dicembre, in base alla legge Nordio che prevede interrogatori preventivi prima di pronunciarsi sull’adozione di misure cautelari. Strafile, Lospinoso e Cannone avrebbero fatto parziali ammissioni su qualche furto, negando di far parte di una banda; Balzano e Di Gregorio si avvalsero della facoltà di non rispondere. I 5 cerignolani sono difesi dagli avv. Gianluca Pignataro, Gino Sauro, Giovanni Quarticelli, Giada Ficarelli. Dieci gli indagati dell’indagine di Procura e Gdf, accusati a vario titolo di 18 imputazioni: associazione per delinquere di cui rispondono i 5 cerignolani destinatari dell’ordinanza cautelare; 11 furti e 2 tentativi di furto di pneumatici commessi tra gennaio/aprile 2024 a Cerignola (1), Barletta, Matera, Macerata, Giulianova, San Salvo, Vasto, Montesilvano, Francavilla a Mare, Salerno, Caserta; falso; favoreggiamento e false dichiarazioni al pm; impiego di beni di illecita provenienza, ossia il riciclaggio delle gomme rubate. I fatti contestati vanno da gennaio a maggio 2024.
L’indagine basata su intercettazioni e non solo, “ha permesso di ricostruire una strutturata associazione dedita a rubare gomme, successivamente rivendute a terze persone ignare della provenienza delittuosa, mediante attività commerciale on line di parvenza lecita”, scrive il pm nella richiesta d’arresto. A Strafile si contesta d’essere “promotore e capo dell’associazione per delinquere. Garantiva la continua operatività del sodalizio, reclutando diversi soggetti che si sono avvicendati nei singoli furti; assegnava gli incarichi; individuava i luoghi da raggiungere; impartiva le direttive; sostituiva chi rischiava di compromettere il buon esito dei furti”. Stando all’atto di accusa, “sin dal primo monitoraggio è emerso l’attivismo di Strafile nel predisporre un gruppo con ruoli e risorse tali da consentire i furti. L’ascolto delle prime conversazioni” scrive il pm nella richiesta d’arresto “ha consentito di conoscere l’attività di rivendita delle ruote rubate da parte di Strafile su Facebook. Sul proprio profilo social l’indagato pubblicizzava la propria attività di vendita di pneumatici e cerchioni per auto, rendendosi anche disponibile a spedire gli ordini ricevuti anche a mezzo corrieri. Strafile si presentava come esperto commerciante, pur non avendo alcuna partita Iva né cariche in società. Infatti non è emerso nessun canale di approvvigionamento lecito delle gomme vendute. Mentre si è riscontrato il direzionamento di Strafile nelle scelte delle ruote da rubare, secondo la tipologia più richiesta dai suoi clienti; i complici dovevano fornirgli foto della merce da rubare per consentire il furto di pneumatici più facilmente rivendibili sul mercato”.
A fianco di Strafile avrebbero operato i 4 concittadini accusati come lui di associazione per delinquere. Di Gregorio avrebbe “pianificato con Strafile i furti gestendone l’esecuzione; recuperando fisicamente i complici che lo affiancavano di volta in volta; reperendo le auto da usare per i colpi; coinvolgendo nuove persone”. Balzano durante le indagini fu arrestato in flagranza a Bari e posto ai domiciliari, “il che gli impedì di essere coinvolto nell’esecuzione materiale dei furti”, ma a dire dell’accusa avrebbe “messo a disposizione il garage dove nascondere le auto usate per i colpi”. Lospinoso e Cannone, insieme a un minorenne la cui posizione è stata stralciata, avrebbero invece “affiancato Di Gregorio nell’esecuzione dei furti, attenendosi alle direttive di Strafile”. Il gip ha ritenuto sussistenti gli elementi per Strafile, Di Gregorio, Cannone e Balzano, non per Lospinoso.